SG ON THE RADIO – FIVER 13/5/2022

It’ll be just like starting over…citiamo indegnamente le liriche del nostro baronetto preferito ma ritrovarsi sotto un palco con cadenze sempre più ravvicinate è una sensazione che sa di felicità e di riappropriazione delle nostre vite.

In realtà, probabilmente, ci vorrà un bel po’ di tempo prima di “ricominciare veramente” sotto tanti punti di vista ma ritrovarsi un Evan Dando meno stonato del solito (dove per stonato non ci si riferisce alle doti canore), la carica devastante e sexy dei Bodega, e la doppietta urticante Qlowski/Italia 90 non può che riportarci alla mente periodi di ere geologiche che appaiono oggi meno lontane.

We’ll be together all alone again.

Di questo e non solo si è parlato nell’ultima puntata di Sniffin’Glucose On The Radio

Sempre sulle frequenze di Radio Città Fujiko o su Mixcloud

ITALIA 90 – Borderline

Non sono stati fortunatissimi gli Italia 90. Un album praticamente pronto rimandato in continuazione (oltre alle date sul suolo italico) a causa della pandemia.

Poche sere fa Les Miserable, J Dangerous, Bobby Portrait and Captain ACAB hanno preso il palco del Covo, accompagnati da una nutrita tifoseria in trasferta, e hanno dimostrato di avere canzoni e attitudine.

Una gang di 4 che si nutre di post punk obliquo ma sempre a fuoco.

Inutile sottolineare che la maglietta anni 70 del Bologna ha contribuito a vincere nuovi cuori ed orecchie in misura ragguardevole.

CLEVER SQUARE – Loose Lips

Amiamo questa canzone.

Siamo persone semplici da queste parti, dopotutto.

Uno dei privilegi di seguire la musica e chi dedica buona parte delle proprie vite a suonarla e diffonderla è potere emozionarsi e viaggiare con la fantasia grazie a una manciata di note.

Note sparse e malinconia. Chiudi gli occhi e nomi come Pavement e Deus accarezzano la memoria.

Influenze, sicuramente, ma i ravennati possiedono una cifra personale che travalica ogni influenza e scolpisce un carattere proprio, dolce e tenace.

Fatevi un regalo e recuperate Secret Alliance.

ANIKA – Godstar

Una cover dei Psychic Tv. Quelli di Genesis P Orridge.

Già solo per questo nutriamo per la nostra electro girl preferita grande stima. Poi la ascolti e la trovi rispettosissima dell’originale con solo una patina di modernità a riallinearla ai nostri giorni.

Ma il pezzo era già avanti di qualche decennio.

Un’ottima scusa per recuperare entrambi gli artisti.

Il pezzo lo potrete trovare, insieme a molte altre chicche, sulla raccolta della Sacred Bones Todo Muere SBXV dal 27/5.

BIG PINK – No Angels

E dopo Dominos i Big Pink tornano con No Angels proseguendo un discorso inziato…13 anni fa (?)

Ma che diav…

Li avevamo già dati per persi tra defezioni e progetti paralleli ma Robbie Furze rimette insieme la sigla e assecondando una malcelata “voglia di Mgmt” confeziona questo pezzo prodotto da Tony Hoffer (Beck-Air-Phoenix).

Pop plasticoso e appiccicoso.

Una perfetta guilty pleasure.

MARY VEILS – Esoteric Hex

Acida, sporca, circolare. Una collocazione a metà di una retta che collega Osees e Ty Segall.

La musica dei Mary Veils è, a loro dire, come la loro città di provenienza, Philadelphia.

La cugina dimenticata e problematica di New York, una metropoli pregna di misticismo e storie occulte.

Un album ipnotico e rumoroso appena uscito e a cui questa canzone dà il titolo.

Welcome to Psychadelphia.

Dalla playlist di Sniffin’Glucose On The Radio del 13 maggio 2022.

Come sempre la cosa migliore, dopo aver letto, è aprire Mixcloud.com, cercare Sniffinglucose e trovare tutte le puntate caricate diligentemente ogni sabato mattina.

Arturo Compagnoni/Massimiliano Bucchieri e Cesare Lorenzi li ritrovate, con gradi differenti di lucidità a seconda dell’occasione, venerdì prossimo dalle ore 20 sempre sulle frequenze di Radio Città Fujiko.

REDAZIONE DI SNIFFIN’GLUCOSE

Aprile In Ritardo

I più grandi dolori sono quelli di cui noi stessi siamo la causa.
Sofocle, Edipo Re.
8 maggio 2022
La felpa cachi di Zelensky venduta all’asta a Londra per 105 mila euro. BoJo
battitore d’eccezione; RaiNews.
Nuove sanzioni contro Mosca, l’Ue prende tempo sullo stop al petrolio russo:
accordo possibile dopo la parata del 9 maggio; Open.online.

Lazy Eyes- Fuzz Jam


Alla fine dell’anno scorso è uscito un film che non mi ha fatto impazzire, ma
che mi son preso la briga di guardare per tutte le sue due ore e mezza: Don’t
look up. Cast stellare, un’idea iniziale a dir poco già vista: viene scoperto un
corpo celeste, in questo caso una cometa, se non ricordo male, che sta per
colpire la terra e ne causerà la completa distruzione.
Da qui, le reazioni e i tentativi per evitare la catastrofe. Dai buzzurri
Armageddon – salvato sempre e comunque dal mio idolo Bruce – e Deep
Impact, all’intellettuale – intelligente quando non noioso – Melancholia, l’idea
si ripete di decenni in decenni senza perdere smalto: la fine del mondo sta
arrivando, la distruzione di tutto quello che conosciamo è prossima. La fine
della storia, quanto ne abbiamo sentito parlare? Apocalisse, catastrofe,
estinzione. Che sia una metafora della depressione o la scusa per usare
effetti speciali, son cose già viste, non proprio un’idea originale.


Cola – Degree

Originale in questo film non è il soggetto, per così dire, ma lo svolgimento. Al
centro della pellicola, infatti, non sarà il disastro imminente, ma le reazioni
delle masse e dell’élite alla notizia: i social con le loro risposte isteriche,
sempre immediate – non mediate – e quindi istintive, fulminee ma caotiche,
mai ragionate e, soprattutto, influenzate dalla viralità, dalla visibilità, dalla
quantità di altri che le gridano e quanto forte le gridano. La politica che, come
nulla stesse accadendo, pensa sempre e solo al potere e al suo
mantenimento. Ma, più di tutto, l’informazione, ormai ridotta a show di bassa
lega, che non può che rimanere ancorata all’audience al di là di qualsiasi

fatto o pensiero. Anche di fronte all’idea di un’imminente fine di tutto, il mondo
non è in grado di smettere di ripetere le proprie stupide dinamiche. Grottesco.

Island Of Love – Songs Of Love

Grottesco. Secondo la Treccani: “stranamente e bizzarramente deforme,
riferito in origine alle pitture parietali dette grottesche, e poi in genere a tutto
ciò che, per essere goffo, paradossale, innaturale, muove il riso pur senza
rallegrare”.
Muove al riso senza rallegrare. Come i talk la sera in tv dove si parte urlando
e si finisce a mani addosso fra anziani che hanno potuto sprecare la vita
davanti a una telecamera per il riso e l’eccitazione di un popolino mai così
tetro, così cupo e triste.
Come il pensiero unico, indiscutibile, senza se e senza ma, in cui c’è sempre
un vincitore che decide ciò che è giusto e gli altri muti. Nessun
contraddittorio, nessuna discussione: solo urla di sottofondo o sceneggiate
che crollano, sempre, nel grottesco. In questa forma teatrale che oggi è
uscita dall’ambito della rappresentazione per saturare ogni spazio, ogni
millimetro quadrato di vita reale. Come la pantomima di una guerra in cui c’è
sempre tempo per lo show, le dirette con sguardo fermo e le divise militari. I
bianco e nero artistici. Zelensky ha subito applicato la lezione dell’immagine
che crea il contenuto e non il contrario, ma anche Macron s’è fatto fotografare
prima della rielezione con barba lunga e felpa dell’aeronautica. Avessimo
avuto Salvini al governo, come minimo avrebbe fatto una diretta facebook
dalla base di Aviano, lui che è stato, come i premier ucraino e francese, un
noto comandante militare. Grottesco.

Ghost Woman – Do You


Come la NATO, alleanza internazionale di cui né Ucraina né Russia fanno
parte, che per voce del suo imbarazzante Stoltenberg – arrestate l’esperto di
comunicazione che gli ha insegnato a gesticolare a quel modo – dice che non
permetterà mai la cessione alla Russia della Crimea.
Come il premier di quello che ancora si crede un Impero, il fautore della
Brexit, la più grande sconfitta dell’idea di unità del blocco europeo da un
secolo a questa parte, che ha fatto da battitore d’asta per vendere,
ovviamente a scopo benefico, la felpa militare delle tante dirette tv del
premier ucraino.

Come il premier ucraino stesso che, con una Nazione devastata da
un’aggressione militare, forse stuzzicata da otto anni di manovre militari in
zona Donbass, ha il tempo e la voglia di metter su un’asta col suo amicone
BoJo, felicissimo dal suo che la guerra gli abbia tolto dal fuoco le castagne di
un comportamento non proprio esemplare durante la pandemia, che qualche
settimana prima del conflitto gli stava costando il premierato.
Me li vedo Churchill, Hitler, Stalin e Roosevelt a twittare le scoperte dei loro
servizi segreti, postare su Instagram video dai rispettivi bunker. Mettere
all’asta in Svizzera un sigaro, una mostrina SS, un bel paio di baffoni e un
bastone. Il tutto riportato dalle agenzie del globo. Grottesco.

!!! – Man On The Moon (R.e.m. Cover)


Però siamo nel giusto, siamo democratici e occidentali e il bene trionferà.
Quindi attueremo le sanzioni sul petrolio russo, quelle che affosseranno Put
– e speriamo non solo una parte delle economie europee – e la sua voglia di
Grande Russia. Però, lo faremo dal 10 maggio, che il 9, porino, ha la sua
parata nazionale: vorrai mica rompergli gli zebedei proprio nel giorno di festa;
un po’ di rispetto! È pur sempre uno di quelli che contano, che decidono le
sorti del mondo, metti che magari un domani torniamo a farci affari e allora,
ehi, ti ricordi? Noi ti abbiamo silurato, ma ti abbiamo lasciato fare la tua
festicciola. Grottesco.
Grottesco, grottesco, grottesco. L’unica cosa vera, in tutto questo orrendo
avanspettacolo che è la trasposizione in evento mediatico della guerra, è il
dolore di chi sta perdendo tutto davvero. La morte, di chi si è preso un colpo
in testa sul serio, non su TikTok.
Grottesco, come il tempo in cui viviamo senza riflettere, senza alzare la testa,
senza cercare un orizzonte un minimo più elevato. In cui tutto deve essere o
bianco o nero, o con me o contro di me. Paradigma della fine di un sistema di
valori oramai soltanto sistema economico agonizzante, che annaspa
disperatamente con le ultime forze.
Grottesco: muove al riso senza consolare.
Ma non è qualcosa caduto dal cielo, una cometa che ci è venuta addosso
trasformando la terra in un ammasso di roccia incandescente. È il mondo
costruito da uomini e donne in carne e ossa, che hanno scelto una strada
anziché un’altra.
È il mondo che facciamo ogni giorno coi nostri “sì signore”, con le bandiere,
la risposta svelta arguta e sempre stupida e sempre banale. Perfetta per un

tweet, un post. Sempre di qua o di là. Sempre dalla parte giusta, quella che ci
ha portato dove siamo, quella raccontata e plasmata dal potere in cui
confidiamo, a cui abdichiamo.
Fuori ci sono i barbari, ma anche se entrassero, avrebbero ben poco da
distruggere.
Parafrasando Sofocle, chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

Fabio Rodda

Libro del mese: La più amata, Teresa Ciabatti
Disco del mese: Broadcast Maida Vale Sessions