Weather Diaries (Fiver #23.2017)

RIDE

Erano un paio di settimane che le cose avevano preso una piega strana. Da quel maledetto sabato sera. Bevuto tanto, bevuto troppo, per soffocare una delusione, per strozzare tutti i significati di cui aveva sovraccaricato uno stupido, maledetto evento, tanto che gli era sembrato di essere precipitato in una dimensione parallela nella quale succedevano cose terribili o insensate un po’ ovunque.
Lasciando perdere i grandi temi, la musica era sempre stata una parte preponderante della sua vita ma leggere dei 100.000 accorsi per i Guns N’Roses, dei 50.000 per i Radiohead e dei 300.000 annunciati per Vasco Rossi era come leggere notizie di politica balinese. Eventi fuori portata, di nessun interesse.
Viveva come in una serra. Per fortuna gli era sembrato di vedere delle farfalle.

JANE WEAVER – Did You See Butterflies?

Una delle poche cose che era riuscito a comprendere era quanto gli piacesse il nuovo disco dei Ride.
La logica della coperta di Linus. Qualcosa a cui aggrapparsi.
I Ride non erano il gruppo più importante degli ultimi tren’anni. Non ci andavano nemmeno vicino. Ma per un breve periodo per lui lo erano stati. Come lo sarebbero stati molti altri, prima e dopo.
Le premesse erano sconfortanti. Mark Gardener calvo come lui, Andy Bell che aveva capito tutto e si era fatto i soldi con gli Oasis.
Quanto ci avresti scommesso su Weather Diaries? Quasi nulla e invece alla fine potrebbe essere un degnissimo seguito di Going Blank Again.
Forse quando tutte le speranze sono perse è ancora più bello ritrovare qualcosa che credevi fosse andato perduto.
RIDE – Lannoy Point

La malinconia sparsa dei Cende è una cura ed è esattamente al minuto 1,36 di What I Want che riprende un minimo di vigore.
Esattamente quando la deliziosa Greta Kline sussurra dolci parole di raggelante incomprensione:
I’m invisible
As if you care at all
I can’t help to find you misleading
You say be here with me now
As if I would know how
It’s your words, I’m at a loss for

Butta lì il nome con gli amici di sempre e ne riceve in cambio urla scomposte “Teenage Fanclub!”.. “Non so chi cazzo siano ma sono fighi!“..calici sollevati in segno di approvazione. Un sorriso riaffiora.
CENDE – What I Want

Le cose tornano a fuoco, le cose veramente importanti, re inquadra i sentimenti più profondi.
The other day, we got followed on Twitter by Stephen Pastel, which is a huge deal for us because we’re massively into the Pastels.
ORIELLES – I Only Bought It For The Bottle

Si aggira per la spiaggia del Beaches Brew con i Thee Oh Sees che spazzano via tempo e spazio davanti alla “sua” gente. Lui ha in cuffia Trevor Sensor che raglia tra Bruce Springsteen e Ryan Adams. Il tasto repeat ben pigiato. Una ovvia, maledetta canzone americana da titoli di coda di film. In realtà il rock tradizionale americano non gli è mai neanche piaciuto granché. Sorride tra sé e sé.
TREVOR SENSOR – High Beams

Massimiliano Bucchieri