Start again (Fiver # 03.2018)

stazione-termini
Cinque sillabe!” esclamò divertito, autografandogli e dedicandogli il proprio ultimo tomo, quello che è considerato il maggior scrittore musicale vivente. “Con un nome del genere si è destinati a fare grandi cose..” aggiunse pensieroso scrutandolo improvvisamente interessato.
Cinque sillabe… già. Non era poi così convinto che nel nome di una persona risiedesse il suo destino.
Nel suo caso queste grandi cose, onestamente, non credeva di averle combinate e mentre osservava il fermo immagine che rimandava le grandi immagini di Marc Bolan e David Bowie sullo schermo di fronte a lui lo colpì il pensiero che anche “inconcludente” è una parola di cinque sillabe.
Radio Dept – Your True Name

Proprio sul delimitare della stazione Tiburtina c’è un ultimo binario che ricomincia la numerazione. 3Bis, numerazione data come a sottolineare la sua minore importanza, la sua inadeguatezza nell’entrare nei 22 binari principali. Di fianco a quest’ultimo binario c’è un muro un po’ così, non particolarmente grande né lungo. Sopra vi sono disegnate cose anche queste un po’ così: prove di graffiti, prove di dichiarazioni d’amore, di slogan… sotto questo muro ci siamo noi che aspettiamo un treno minore come quello che si addentra nella provincia laziale. Anche noi che aspettiamo siamo un po’ così… un gruppo di studenti, credibili comparse per un video di Ghali, che si insultano e si lanciano sigarette, badanti che parlano fitto fitto in idiomi incomprensibili ma non hanno uno sguardo propriamente felice e poi c’è lui che, con uno sguardo amaro, cerca di ricordare esattamente quando tutto ha preso questa piega sconfortante. Ad alzare lo sguardo verso il muro, in realtà, c’è un’unica scritta chiaramente intelligibile. Recita, in modo inaspettato ma non troppo: “CHI SI RICORDERÀ DI NOI?“.
Hookworms – Static Resistance

L’aveva vista in casa di un compagno di classe delle medie. Una famiglia decisamente abbiente. Una massiccia, elegante, torre di legno scuro. Un mobile che conteneva giradischi, sintonizzatore, piastra e amplificatore in vari piani sovrapposti. “Un giorno sarà mia!” pensò determinato (all’epoca possedeva un unico radio registratore scassato) prima che le rullate  di Billy Cobham sotto lo sguardo esaltato del suo compagno gli azzerassero il sorriso e, brevemente, la voglia di vivere.
Diversi anni dopo il sogno si trasformò realtà ma il problema divenne la sua proverbiale imperizia tecnica.
Sportelli montati al contrario, ruote mai funzionanti, vetri distrutti nel montaggio.
Esausto e soddisfatto nonostante lo scempio compiuto decise di inaugurarlo con il cd/ep di una esordiente formazione irlandese appena acquistato al Disco d’Oro.
L’ascolto di Uncertain nel negozio gli aveva ricordato gli amati gemelli Cocteau ma ad un secondo ascolto aveva concluso che non c’entravano poi molto.
La notizia della morte di Dolores O’Riordan gli portò alla mente questo piccolo insignificante momento ma, allo stesso tempo, nella tragedia immane di perdere un essere umano a soli 46 anni, lo convinse che quando l’arte entra nella tua vita per restarci per sempre l’artista in questione, bravo/meno bravo, importante/meno importante, merita di essere omaggiato con un semplice pensiero, rispettoso e grato.
Cranberries – Uncertain

La figlia adolescente era rimasta impressionata dal pugno di cantanti armati di chitarre seducenti e vistosamente agghindati nel popolare programma televisivo sotto lo sguardo bonario del genitore che in maniera automatica aveva scatenato le proprie sinapsi alla ricerca di riferimenti riuscendo in pochi secondi a stilare una lista lunga, molto lunga. Cialtroni con un buon ufficio stampa a fornire i giusti dischi ed abbigliamenti da scopiazzare? Non ha molta importanza. Proditoriamente e gradualmente da quel pomeriggio il genio di Aladino, il ragazzo del ventesimo secolo, l’uomo stella, i ragazzi della rivoluzione, l’amore drogato e le bambole di New York sostituirono negli ascolti domestici i cialtroni invadendo l’appartamento, saturandone l’aria senza apparenti ripercussioni sull’umore generale. Se non puoi combatterli serviti di loro pensò sogghignando il genitore scorretto.
Teenage Wrist – Dweeb

Erano stati giorni difficili e Simon Reynolds, i Radio Dept, Ghali, gli Hookworms, i Cranberries, Marc Bolan, i Teenage Wrist, i Måneskin (si anche loro) insieme a molti altri si erano alternati nei suoi sogni coscienti ed incoscienti in un folle, insensato, vorticare. In un certo senso ci si era “aggrappato” per non perdere contatto.
Si fermò, si sedette ed analizzando i fatti recenti che lo avevano travolto giunse alla conclusione che gli scossoni che la vita gli aveva riservato in questi ultimi tempi sarebbero stati ancora più difficili da assorbire senza la loro compagnia. La sua piccola, forse insignificante ma tenace scialuppa di salvataggio.
Era l’ora di alzare di nuovo lo sguardo.
Era l’ora di ripartire.
Teenage Fanclub – Start Again

Massimiliano Bucchieri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...