Si parte con un ritorno che ci fa stare bene: ๐ˆ๐œ๐ž๐š๐ ๐ž, con Star, il primo inedito della band dai tempi di โ€œSeek Shelterโ€. Una grande canzone, sospesa tra ombre wave e slancio quasi pop.

Dopo ๐†๐ž๐ง๐ซ๐ž ๐ˆ๐ฌ ๐ƒ๐ž๐š๐ญ๐ก e ๐…๐ซ๐ข๐ค๐จ รจ il turno di ๐๐š๐ฌ๐ก๐ฉ๐š๐ข๐ง๐ญ๐ฌ, che sembra il classico nome trovato per sbaglio in una piega laterale di internet e che invece rischia di restarti in testa per settimane. โ€œEveryone Good is Called Mollyโ€ รจ un disco polveroso, bellissimo, quasi sospeso: come se qualcuno avesse lasciato ๐‚๐ข๐ง๐๐ฒ ๐‹๐ž๐ž, ๐‰๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข๐œ๐š ๐๐ซ๐š๐ญ๐ญ ๐ž ๐ƒ๐ฎ๐ซ๐ฎ๐ญ๐ญ๐ข ๐‚๐จ๐ฅ๐ฎ๐ฆ๐ง chiusi in una stanza con un registratore a cassette e una tenda tirata a metร .

A metร  degli anni Novanta, mentre il rock era alle prese con la risacca dellโ€™onda grunge, dalle parti di New York prese forma una piccola ma influente scena musicale che mescolava funk morbido, elettronica a basso costo e bizzarrie pop. Non un movimento codificato, ma una corrente diffusa e cosmopolita, ironica e colta, capace di assemblare fantasiosi campionamenti e easy listening. Alla baseย  lโ€™attitudine eclettica e trasversale di artisti come Beck e i Beastie Boys. Proprio questi ultimi, inventandosi la ๐†๐ซ๐š๐ง๐ ๐‘๐จ๐ฒ๐š๐ฅ, qualcosa di piรน che non una semplice etichetta discografica, crearono una sorta di hub culturale per questa sensibilitร  musicale. Tra i nomi simbolo spiccarono da subito le ๐‹๐ฎ๐ฌ๐œ๐ข๐จ๐ฎ๐ฌ ๐‰๐š๐œ๐ค๐ฌ๐จ๐ง, con il loro mix di groove hip hop e basso funky e le Cibo Matto, duo capace di mescolare rap giocoso, elettronica minimale e cultura pop giapponese. Ancora piรน esplicitamente rรฉtro, dallโ€™altra parte del mondo arrivavano le Pizzicato Five, portabandiera dello Shibuya-kei, un pop sofisticato costruito su citazionismo, bossa nova e colonne sonore anni Sessanta. Attorno a questa galassia orbitavano poi progetti ancora piรน eccentrici, ma ugualmente interessanti, come le ๐๐ฎ๐ญ๐ญ๐ž๐ซ ๐ŸŽ๐Ÿ–, effimero supergruppo nato dallโ€™incontro tra membri di Cibo Matto, Luscious Jackson e Blues Explosion. Il loro unico album pareva una festa psichedelica e molto funky registrata in cucina. Dal canto suo ๐Œ๐จ๐ง๐ž๐ฒ ๐Œ๐š๐ซ๐ค, per un certo periodo tastierista proprio dei Beastie Boys, sviluppรฒ un suono strumentale caldo e analogico, fabbricato con organi vintage e groove rilassati, anticipando molte atmosfere del futuro. Era una scena nutrita di crate digging, dj culture e collage sonoro, sempre leggera e ironica. Campioni di vecchi vinili, ritmi hip hop rallentati, tastiere Farfisa e vibrafoni convivevano con grafiche 60s e un gusto di costante revival. Pur senza la visibilitร  di altri movimenti degli anni Novanta, questa rete di artisti contribuรฌ a definire unโ€™idea di pop alternativo: cosmopolita, collezionista, zeppo di citazioni e senza barriere di genere. Col senno di poi, un gustoso antipasto di trend che sarebbero esplosi negli anni Duemila, dal downtempo allโ€™indietronica, fino alla riscoperta permanente dellโ€™estetica lounge.

Subito dopo passa ๐Œ๐š๐ซ๐ญ๐š ๐ƒ๐ž๐ฅ ๐†๐ซ๐š๐ง๐๐ข con il suo nuovo album โ€œDream Lifeโ€. Pop sofisticato, atmosfera onirica, respiro internazionale. Una presenza in scaletta che non arriva esattamente per caso e che introduce perfettamente il disco della settimana, quello di ๐Š๐จ๐ค๐จ ๐Œ๐จ๐จ๐ง. Disco crepuscolare, delicato, notturno, molto bello.

Sniffinโ€™ Glucose #26 tiene insieme ritorni attesi, genealogie che vale la pena ricostruire e canzoni che sembrano arrivare da luoghi lontani ma pieni di fascino.


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