𝐎𝐟 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐫𝐞𝐚𝐥 aprono la nuova puntata di Sniffin’Glucose ma anche una fase nuova della loro vita di band: più diretta, più esposta. La canzone sembra leggera e fin troppo esplicita, ma sotto sotto emerge il classico bisogno di connessione: una cosa che l’indie-pop sa raccontare benissimo.
Subito dopo una piccola sfilata di nomi che lavorano sul confine tra tensione emotiva e scrittura pop: 𝐓𝐚𝐬𝐭𝐞 e 𝐍𝐢𝐱𝐨𝐧 𝐁𝐨𝐲𝐝— con una canzone delicatissima che riesce a parlare di fragilità e senso di colpa — mentre gli 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐥 𝐕𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐜𝐞 riportano in circolo una forma di post-punk fisico e allucinato.
 
Nel cuore della puntata si apre una linea piuttosto chiara: quella tra urgenza punk e canzone pop perfetta.
I 𝐓𝐡𝐚𝐭 𝐏𝐞𝐭𝐫𝐨𝐥 𝐄𝐦𝐨𝐭𝐢𝐨𝐧 festeggiano i 40 anni di “Manic Pop Thrill” e ci ricordano che il Britpop, prima di diventare una faccenda da copertina lucidata e sopracciglio alzato, aveva anche dei parenti più nervosi, più intelligenti e decisamente meno desiderosi di piacere a tutti.
Poi 𝐔𝐧𝐝𝐞𝐫𝐭𝐨𝐧𝐞𝐬 e 𝐁𝐮𝐳𝐳𝐜𝐨𝐜𝐤𝐬, e a quel punto ogni tentativo di restare composti va serenamente a farsi benedire. “Ever Fallen in Love” resta una di quelle canzoni che ogni volta ti fanno pensare due cose: che il punk melodico ha detto tutto molto presto, e che Pete Shelley aveva capito parecchie cose prima di tutti gli altri.
 
Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, gli 𝐔𝐧𝐝𝐞𝐫𝐭𝐨𝐧𝐞𝐬 si imposero come una delle realtà più originali della scena britannica, capaci di fondere l’urgenza del punk con una sensibilità pop immediata e universale. Nati a Derry nel 1975, in un contesto sociale segnato da tensioni profonde, scelsero una strada diversa rispetto ad altri artisti loro contemporanei: raccontare la vita quotidiana, fatta di desideri semplici, amori acerbi e piccole ossessioni adolescenziali. Non hanno mai avuto bisogno di pose, simboli o codici da decifrare: colpivano dritto al cuore, con canzoni schiette e sincere, intrecciando il garage dei 60s e il glam del decennio successivo con l’urgenza del punk, mentre la voce vibrante e inconfondibile di Feargal Sharkey dava anima e identità a ogni brano. La loro 𝑇𝑒𝑒𝑛𝑎𝑔𝑒 𝐾𝑖𝑐𝑘𝑠 resta l’inno generazionale per eccellenza, capace di attraversare epoche e pubblici diversi grazie a una bellezza senza tempo. Quando si sciolsero nell’estate del 1983, dalle ceneri nacque una nuova creatura: i fratelli O’Neill fondarono i 𝐓𝐡𝐚𝐭 𝐏𝐞𝐭𝐫𝐨𝐥 𝐄𝐦𝐨𝐭𝐢𝐨𝐧, segnando un netto cambio di rotta. Il nuovo progetto abbandonava la spensieratezza punk pop per abbracciare sonorità più complesse e spigolose, con influenze politiche a volte esplicite e una maggiore apertura alla sperimentazione. Anche grazie alla presenza del cantante americano Steve Mack, i That Petrol Emotion rappresentarono l’evoluzione naturale di un percorso artistico che, partito dalla semplicità immediata di 𝑇𝑒𝑒𝑛𝑎𝑔𝑒 𝐾𝑖𝑐𝑘𝑠, era destinato a cercare nuove forme espressive.
 
Ultimo segmento dedicato al disco della settimana, in questo caso introdotto dai 𝐍𝐞𝐮! con “Hallogallo”: il momento in cui il ritmo smette di accompagnare la canzone e diventa la canzone stessa. Una linea dritta che parte dai primi anni Settanta e arriva, senza troppe deviazioni, fino a oggi e al nuovo album degli 𝐇𝐨𝐥𝐲 𝐅𝐮𝐜𝐤. La band canadese fa esattamente quello che ci aspettiamo da loro: elettronica suonata come se fosse rock, piena di spigoli, groove e idee che non stanno mai ferme.
Sniffin’ Glucose #29 tiene insieme canzoni che bruciano in due minuti, dischi che lavorano sul corpo prima che sulla testa e traiettorie che partono dal krautrock e arrivano dritte al presente.

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