fiver #01.2014

Per quanto riguarda noi di Sniffin’ Glucose la musica non è mai un sottofondo.
E’ una colonna sonora costante delle nostre giornate.
Ne scandisce ogni singolo momento, condiziona l’umore, risucchia quantità di tempo e denaro impressionanti.
Potremmo affermare senza timore di smentita che la musica definisce le nostre vite così come sono, per quello che sono.
Ne’ più ne’ meno.
Così ogni 30 giorni scrivere a turno di 5 canzoni che in qualche modo hanno per noi rivestito una particolare per quanto soggettiva importanza nel mese precedente ci pare un modo per fare il punto non solo sui nostri ascolti ma sulle nostre vite in generale.
Su quello che ci è successo e su come è successo.
Sniffin’ Glucose
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Gennaio è lungo, Gennaio è finito.
Tiro fuori dalla tasca un foglietto appallottolato e gli do un ultima occhiata prima di buttarlo.
Sopra ci sono 5 nomi.

  • Perfect Pussy “Driver”

Mi hanno attirato da quando hanno intitolato la loro debut tape “I’ve lost all desires for feeling” (con un titolo del genere dovrei quantomeno chiedergli i diritti).
Meredith Graves ha uno sguardo acuto e dice cose tipo “Another good thing about our name is that it heads off assholes right out of the gate. Nobody can look at me and say shit about my appearance or my body, which is all too common for women in music. It’s like, “Are you going to call me a cunt? Are you going to tell me I’m ugly? Well, here’s my band name—do your worst, motherfucker.”
Scommetto che quacuno prima o poi gli avrá detto “lavati la bocca signorina prima di parlare”.
Meredith se ne fotte.
Alla grande.
Urla ancora piu forte.
E ci piace ancora di più.
Si chiamano Perfect Pussy (esatto) e “Driver” suona come un treno deragliato che si schianta sulla nostra indifferenza.

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  • Moose Blood “Moving Home”

Da canterbury, emo prima che diventasse una parolaccia.
“Forget about what I said, I was drunk when I said it
I got the note you wrote, I cried when I read it
I don’t wanna speak, just let me watch TV”
con un osservatorio privilegiato sulle nostre sale da pranzo, evidentemente…

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  • No Joy “Last Boss”
Shoegaze a casa mia è un complimento e sullo stesso muro su cui ho inciso col fuoco le parole Ride, Pale Saints, Lush ho attaccato un post it con scritto No Joy from Montreal.
Non è ancora caduto.
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  • Angel Olsen “Forgiven, Forgotten”
Emaciata folk singer fino a 5 minuti fa.
Prende Breeders Belly PJ Harvey Hole e le mette in un frullatore.
Che palle, roba gia sentita.
Cos’è il 1992?
Però, ti prego, mettila su un altra volta.
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  • Stephen Malkmus & The Jicks – Covo Bologna 24/1/2014
Stick Figures in Love/Summer Babe
Arrivi infreddolito e stanco con in tasca la lista della spesa alla conad della mattina seguente.
Dopo 30 minuti urli e canti abbracciato ai tuoi migliori amici come a degli sconosciuti.
Alla fine Malkmus fende la folla e alla tua timida pacca sulla spalla risponde con un ghigno ed un “thanks for coming.”
E a un tratto tutto acquista un senso.

Massimiliano Bucchieri

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