Fiver #04.07

PER UNO SOLO DEI MIEI OCCHI

True Detective

True Detective

Non pensate sia maniacale (Billy Bragg è solo uno dei mille artisti che stimo) ma volevo ripartire proprio dal suo concerto visto qualche sera fa. Introducendo il suo ultimo brano in scaletta (Waiting for the Great Leap Forwards) Bragg ha portato all’attenzione quello che oggi secondo lui è il male peggiore del mondo.

Subito verrebbe da pensare al capitalismo…e invece no …o meglio non solo… la piaga che ha descritto come male più grande del nostro tempo è quella del cinismo. Non il cinismo dei potenti, delle guerre, dell’economia, ma bensì il nostro..quello insito in ognuno di noi e che rischia di portarci a chiuderci a riccio nei confronti del mondo e degli altri.

Nessuno di noi ne è immune sostiene Bragg e il rischio di chiuderci è sempre dietro l’angolo. E se ti chiudi è finita, sei finito.

Ma la cosa interessante del ragionamento di Bragg è il suo personale antidoto al cinismo.

Il suo discorso in breve è stato : “Io mi ritengo molto fortunato. Quando mi accorgo di essere cinico o quando sento salire la rabbia verso qualcosa o verso altre persone o un’intera comunità, prendo la chitarra in mano e scrivo una canzone dove scarico tutta la mia rabbia…poi la suono , sento che è gradita e mi accorgo magicamente che il cinismo si è placato e ha fatto posto alla creatività…ripeto, sono molto fortunato”

Bragg parlava ovviamente della fortuna di essere un artista, di girare il mondo e confrontarsi con gente nuova ogni giorno. Il giorno successivo ripensando a questi concetti ho riflettuto sul fatto che alla fine non occorre per forza essere artisti per acquisire questo antidoto al cinismo, basta poi essere aperti alla bellezza. Ad ognuno di noi il compito di dare un nome alla bellezza che può cambiare in meglio il nostro quotidiano . Bragg ovviamente parlava della musica.

Nel mio caso noto che negli ultimi anni il Cinema ha spesso un potere ancora più catartico della Musica. Non voglio arrivare a dire che dopo la visione di un (bel) film , arrivo ad un orgasmo cosmico, però è scontato dire che interessarsi de “la vita degli altri” raccontata in un’opera artistica, può aiutare nello specchiarci e portarci a mille riflessioni che ne possono conseguire. E così il Fiver di oggi è un Fiver cinematografico, con il solito occhio di riguardo al Cinema indipendente. Parliamo di film usciti nel 2014 e su cui forse vale la pena soffermarsi per farli uscire dalla nicchia a cui sono destinati.

1- JIMI ALL IS BY MY SIDE

La prima biografia (non in stile documentaristico) su Jimi Hendrix, in realtà sta dividendo le poche persone che lo hanno fin qui visto.

Questo sia dal punto di vista cinematografico in quanto, come spesso accade nelle biografie, alcuni aneddoti della vita di Hendrix sono trattati con una certa superficialità. E sia dal punto di vista musicale in quanto, paradossalmente, il film non riporta nessuna musica originale perchè gli eredi di Hendrix non ne hanno concesso I diritti. Personalmente ho trovato invece il film un buon prodotto, mai banale, mai noioso e in più il gap musicale sopracitato viene furbescamente colmato dalle tante cover proposte in vita da Hendrix e su cui gli eredi non hanno potuto impedirne la riproduzione. Vengono trattati gli anni londinesi di Hendrix, prima dello sbarco a Monterey per intenderci. Il tutto con un gusto raffinato e riportando aneddoti che personalmente mi erano sconosciuti. Indipendentemente dal fatto che può piacere o meno, rimane oggettivamente grandiosa l’interpretazione di Andrè Benjamin ( l’Andrè 3000 cantante degli Outkast) in qualità di protagonista del film. Dopo 15 minuti di Jimi all is by my side, rischi di scordare il volto vero di Hendrix.

“Jimi” sarà distribuito in Italia ad ottobre dalla sempre ottima “I Wonder Pictures” , una delle poche case di distribuzione italiane che ha ancora coraggio da vendere e un ottimo gusto nel comprare titoli internazionali. Speriamo che alcune sale abbiano la lungimiranza di proporlo.

2 – FOR THOSE IN PERIL

Mi collego all’ultima frase, cioè che le sale cinematografiche dovrebbero avere un po’ più di coraggio. For those in peril per esempio è stato distribuito in Italia a marzo (con il titolo “IL SUPERSTITE”), ma nessuna sala lo ha voluto. Voglio essere chiaro, se l’anno si concludesse oggi “For those in Peril” sarebbe sicuramente sul mio personale podio del 2014. Si tratta di un’opera prima, film indipendente scozzese. La trama come spesso accade nei film che amo è quasi inesistente: una barca torna dopo una battuta di pesca con un solo membro dell’equipaggio , tra I tanti partiti. Ma non si tratta di un “giallo” o di un “mistery” in senso stretto. Il mistero sarà solo nell’animo del ragazzo superstite. Un film intenso, oggettivamente “lento” e “duro”, come l’isola scozzese su cui è girato.

Se non temete questi aggettivi, non fatevelo scappare.

3 – ENOUGH SAID

Almeno una commedia su questa cinquina doveva esserci. Tra le tante ho scelto Enough Said (anche questo uscito in Italia come una meteora a maggio con il titolo “NON DICO ALTRO”). E’ una commedia semplice ma intelligente, a tratti agrodolce, ottimamente scritta ed interpretata e da vedere sicuramente in versione originale per apprezzarne I dettagli. Un dettaglio non da poco è la presenza (nella parte di assoluto protagonista) di James Gandolfini, scomparso proprio qualche settimana dopo questa sua ultima interpretazione.

Per I temi trattati potrà piacere soprattutto agli over 40. I giovani potranno trovare di meglio in tante altre proposte.

4 – TRUE DETECTIVE (8 episodi)

Qua mi tradisco 2 volte. La prima è perchè nell’introduzione parlavo di prodotti di nicchia, mentre T.D. al contrario è stato già visto da decine di milioni di persone, soprattutto oltre oceano. La seconda è perchè questo doveva essere un Fiver di film , mentre qua scivolo sulla “serie”. Però necessitavo di un’occasione pubblica per dire che True Detective è a mio avviso la serie più bella di sempre. E’ un Twin Peaks che incontro idealmente un Will Oldham che prega sulla tomba di Jim Morrison, è un Angel Heart (ve lo ricordate ?) che incontra un Tom Waits che vomita alcool in un bar della Louisiana. E’ soprattutto , e non idealmente, il volto , le espressioni, la voce e le parole di un Matthew McCounaghey nel suo anno di grazia. Non spendo nulla sulla trama, potrete trovare migliaia di pagine sul web, alcune delle quali anche di carattere filosofico e spirituale.

Sono 8 puntate da 1 ora l’una. Era nato per non essere seriale (aumentandone quindi il mito).

Il clamoroso successo (e svariati milioni di dollari) ha portato invece lo sceneggiatore Nic Pizzolatto a scrivere una seconda stagione. Forse è un peccato…ma lo capiremo il prossimo anno. Se non lo avete ancora fatto, godetevi intanto queste 8 ore. Se lo farete tutto in un sol colpo per giorni avrete inconsapevolmente le stesse espressioni di McCounaghey e I vostri amici inizieranno a farsi domande sul vostro conto.

5 – OMAR

Ho un caro amico italiano che fa la guida di viaggi in quel di Gerusalemme. Porta in giro gruppi religiosi e non. E’ filo palestinese. O meglio sta dalla parte delle persone che da decenni sono umiliate nella loro quotidianità …..quindi è filo-palestinese (che non vuol dire filo-Hamas). Nei suoi programmi di viaggio, una serata è dedicata al cinema…fa proprio parte del programma, non puoi scapparci. Propone sempre il film “Per uno solo dei miei 2 occhi”. Lo ritiene una delle tappe più importanti del viaggio perchè in quei 100 minuti l’opera comunica più cose di quelle che possono raccontare I tabloid specializzati di tutto il mondo (dire “i telegiornali” è infatti quasi ridicolo)

Il senso in breve è far capire che oggi il popolo Palestinese è nella stessa situazione storica in cui si trovava il popolo Israeliano secoli fa e se gli israeliani fossero intellettualmente onesti ora andrebbero ad abbracciare gli abitanti di Gaza o Ramallah invece che reprimerli o sopprimerli. Se dovessi scegliere I classici 100 film da portare su un’isola deserta sicuramente metterei anche questa opera nella lista. E allora si torna al discorso iniziale; la visione di un film non cambierà certo il mondo ma forse potrà aiutare ad accarezzare il nostro cinismo oppure sorprenderci nell’osservare dove si pongono per 2 ore I nostri sguardi e le nostre riflessioni.

Per uno solo dei miei 2 occhi” non è valido per questo Fiver…è uscito nel 2005, ma vi invito a recuperarlo come vi invito a recuperare tutta la filmografia di Avi Mograbi.

Sono così a segnalarvi un recente e splendido film palestinese: Omar , vincitore del premio della Giuria del Festival di Cannes dello scorso anno (sezione “Un certain regard”) e primo film palestinese ad entrare nella cinquina agli Oscar (2014, quello poi vinto da La grande Bellezza). Pensavo che questo riconoscimento potesse aiutare l’uscita sugli schermi italiani…e invece niente…non ce la possiamo proprio fare. Ma noi continuiamo a cercare….

MASSIMO STERPI

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