Questa รจ la settimana in cui gli ๐ฆ๐ต๐ฎ๐ฟ๐ฝ ๐ฃ๐ถ๐ป๐ mettono piede dalle nostre parti. Traduzione: livello di eccitazione oltre la soglia di sicurezza.
Per entrare in clima partita abbiamo deciso di aprire la nuova puntata di SniffinโGlucose con una band che con ๐๐ฎ๐ถ ๐ฆ๐น๐ฎ๐๐ฒ๐ฟ e compagni condivide la casa discografica โ la ๐ ๐ฅ๐ฒ๐ฐ๐ผ๐ฟ๐ฑ๐ โ ma anche molto altro: a partire da quel jangle chitarristico che ti si infila sotto pelle e da unโattitudine che, inutile girarci intorno, ci fa sentire a casa. Loro sono i ๐ง๐ผ๐๐ฐ๐ต ๐๐ถ๐ฟ๐น ๐๐ฝ๐ฝ๐น๐ฒ ๐๐น๐ผ๐๐๐ผ๐บ: doppia sottolineatura, evidenziatore acceso e cuore cerchiato in rosso.
Poi, come sempre, una bella infornata di novitร : i chiacchieratissimi ๐๐ฎ๐ฟ๐ฑ๐ถ๐ป๐ฎ๐น๐, il ritorno dei ๐ช๐ต๐ถ๐๐ฒ ๐๐ฒ๐ป๐ฐ๐ฒ โ meno barrettiani, piรน nitidamente pop, ma sempre con quella testa leggermente altrove โ e ๐๐ฎ๐ป๐ป๐ฎ๐ต ๐๐ฒ๐, con la sua malinconia obliqua, quasi avant-pop.
La puntata poi si sposta nel 1996. ๐๐ฎ๐ ๐ฃ๐ผ๐๐ฒ๐ฟ ha ventiquattro anni quando pubblica โWhat Would the Community Thinkโ. ร fragile e imprevedibile, capace di crollare sul palco e un attimo dopo evocare riff blues tortuosi e mormorare frasi che sembrano nate sul momento. Le canzoni sono spogliate fino allโosso, quasi solo chitarra e voce, registrate come se potessero disfarsi da un momento allโaltro.
โNude As The Newsโ resta il cuore elettrico di quellโalbum: un brano rabbioso e vulnerabile insieme, in cui ribalta stereotipi e paure con unโurgenza quasi dolorosa. Quel disco compie trentโanni: tornarci sopra, dedicargli spazio e parole, รจ quasi un dovere.
Accanto a lei, ๐ฆ๐บ๐ผ๐ด e ๐๐ถ๐ ๐ฃ๐ต๐ฎ๐ถ๐ฟ: tre modi diversi di raccontare desiderio, fragilitร e autonomia negli anni โ90 senza filtri, senza posture, senza compromessi.
๐๐ฎ๐ ๐ฃ๐ผ๐๐ฒ๐ฟ รจ il suono di una stanza vuota, di una chitarra scordata e di una voce che sembra chiedere scusa mentre, in realtร , ti sta devastando. La sua fragilitร non รจ mai stata una posa estetica, ma una condizione esistenziale che introduce a un universo emotivo fragile e imperfetto, spesso sussurrato. Come quello di ๐๐ฉ๐ข๐ต ๐๐ฐ๐ถ๐ญ๐ฅ ๐ต๐ฉ๐ฆ ๐๐ฐ๐ฎ๐ฎ๐ถ๐ฏ๐ช๐ต๐บ ๐๐ฉ๐ช๐ฏ๐ฌ , il suo secondo album. Un disco sporco, nervoso, quasi scomodo, con canzoni che non si aprono mai del tutto: si trattengono, si piegano su sรฉ stesse, si interrompono come pensieri lasciati a metร . Il paragone con ๐๐ถ๐ ๐ฃ๐ต๐ฎ๐ถ๐ฟ viene naturale. Anche lei, con ๐๐น๐ช๐ญ๐ฆ ๐ช๐ฏ ๐๐ถ๐บ๐ท๐ช๐ญ๐ญ๐ฆ, mise sul tavolo unโintimitร spigolosa e senza filtri. La differenza tra le due stava nellโapproccio alla materia artistica: se Phair usava spesso lโironia come scudo, rendendosi impermeabile al mondo che le girava attorno, Cat Power sceglieva unโesposizione cruda, quasi disarmante, che lasciava allargarsi le crepe e proprio tra quelle crepe ha costruito la sua poetica.
Nel finale il discorso torna al presente. โBlood Drumsโ dei ๐๐ฎ๐๐ฒ๐ฟ๐ป ๐ข๐ณ ๐๐ป๐๐ถ-๐ ๐ฎ๐๐๐ฒ๐ฟ lavora sulla ripetizione, sul ritmo come ipnosi, su unโelettronica che non cerca lโeffetto. Introduce perfettamente il nostro gruppo della settimana: ๐จ๐น๐ฟ๐ถ๐ธ๐ฎ ๐ฆ๐ฝ๐ฎ๐ฐ๐ฒ๐ธ. Dal debutto del 2016 a EXPO la trasformazione รจ evidente: kraut strutturato, malinconia elettronica, chitarre modulate che dialogano con drum machine e inserti cinematografici.
Bello, รงa va sans dire.
