The Devil, Daniel Johnston…and FRANK

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Chiariamoci subito su di un punto: se è etico o meno che il personaggio principale di un film sia in realtà una sorta di patchwork di vite di personaggi reali (nel nostro caso tutti musicisti).
Se pensate che l’operazione non sia intellettualmente onesta, questo film non fa per voi. Se invece andiamo oltre lo spirito biografico allora oso sostenere che FRANK si candida ad essere uno dei film dell’anno e – dal punto di vista “indie” uno dei film del decennio.
Come da mia caratteristica, non avrete una parola di trama del film, non vi verrà svelato se l’ottimo Michael Fassbender si toglierà o meno la maschera di Frank oppure se le corde emotive del film vireranno più sulla commedia o sul drammatico. Tutte cose che potrete scoprire e godervi da soli con la speranza che questo film possa uscire nelle sale italiane in programmazione ordinaria.
Quello che mi preme comunicare è la contestualizzazione del film in quanto il regista irlandese Lenny Abrahmson non solo si conferma come ottimo autore (forse qualcuno ricorderà il buon “Garage” vincitore del Torino Film Festival nel 2007) ma si rivela uno dei nostri e cioè una persona che vive di musica.
L’operazione di Abrahmson è quella di prendere la figura di Frank Sidebottom un’icona pop inglese degli anni 80 inventata e impersonificata da Chris Sievey (già noto nella scena di Manchester di fine anni 70 come cantante della band : The Freshies).
Frank Sidebottom ebbe successo più che per le sue doti musicali per la sua presenza scenica : una enorme e simpatica testa di cartapesta che indossava sia sul palco sia nelle esibizioni televisive.
Il successo lo portò infatti a diventare un personaggio acclamato anche sul canale inglese Channel 4 dove proponeva cover in versione strampalata dei Beatles , degli Smiths e di tanti altri, risultando gradito anche alle famiglie dai gusti più popolari.locandina
Ma prima parlavo di patchwork; Abramhson si limita ad ispirarsi a Frank Sidebottom semplicemente copiandone il suo testone e alcuni aneddoti da band presi da memorie autobiografiche di cui parleremo in chiusura e decide poi di donargli la mente e il cuore di Daniel Johnston , l’ispirazione ed il mood musicale di Captain Beefheart e l’alone di mistero e sperimentazione dei Residents. E’ in questa operazione molto originale che risiede il possibile amore o insofferenza per il film (nel mio caso ha stravinto il primo sentimento)
Quello che viene fuori è infatti una splendida non-biografia dove nessuno dei personaggi verrà mai citato ma che i vari appassionati potranno e sapranno riconoscere.
Il tutto viene poi riportato come storia ai giorni nostri, dove basta qualsiasi cazzata fuori dall’ordinario per ricevere migliaia di visualizzazioni su YouTube e dove basta la chiamata di un grande Festival (nel nostro caso il South by Southwest) per stravolgerti – nel vero senso della parola – la vita.
Frank potrà essere visto in tanti modi : potrà essere interpretato come semplice commediola demenzial-musicale oppure come ancora più semplice curiosità cinematografica sull’interpretazione di Michael Fassbender (che si rivela anche buon cantante con canzoni scritte appositamente per il film, tanto per non farsi mancare nulla). Quello che interesserà più a noi è una riflessione sul dilemma degli ultimi anni e cioè la linea di demarcazione tra ciò che è indie e ciò che è mainstream.
Per questo penso che se ne parlerà più sulle riviste musicali che su quelle cinematografiche.

Il film è stato presentato con successo al Sundance Festival 2014, uscito nelle sale inglesi qualche settimane fa e approdato in Italia al sempre lodevole Biografilm Festival (che tra l’altro presentava anche l’interessante anteprima del biopic su Jimi Hendrix : Jimi all is by my side).
Frank è tratto dalle memorie di Jon Ronson : tastierista e amico di Chris Sievey (Ronson è tra l’altro autore del libro “L’uomo che fissa le capre” da cui nacque un ottimo e divertente film con Ewan McGregor e George Clooney)

Se vi dovesse scappare questo film o se semplicemente volete fare un passo indietro, partite da un documentario vero : una riflessione poetica sull’arte, la creatività , la poesia e la pazzia .
Prendete o riprendete : The Devil and Daniel Johnston, davanti a tale meraviglia sfigurerebbe di certo anche il bellissimo Frank

MASSIMO STERPI

Qui sotto il Trailer originale di Frank

Qui invece il vero Frank impegnato a stravolgere Panic degli Smiths in uno dei tanti video di repertorio disponibili in rete

 

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