NO GLUCOSE (Careless words cost lives)

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In principio l’idea era quella di organizzare una piccola festa tra amici per chiudere una stagione e aprirne immediatamente un’altra perché, come ben sappiamo, ricordare il passato è una buona cosa ma ancora più lo è proiettarsi nel futuro. Noi di Sniffin’ Glucose assieme agli amici di No Hope, piccola fanzine nata e cresciuta quest’anno sotto il tetto del Covo, uno di quei posti in cui da sempre ci sentiamo a casa. Due generazioni anagraficamente lontane le nostre, quanto incredibilmente vicine nel modo di porsi nei confronti della musica, epicentro comune delle rispettive vite. Così è nato, prendendo poi una vita propria quasi autonoma rispetto alla nostra volontà, NO GLUCOSE, fondamentalmente una due giorni dedicata a fare le cose che ci piace assieme alla gente che ci piace. Perché pur essendo una squadra di egocentrici individualisti, dentro di noi sappiamo da sempre che la condivisione è l’unica via possibile: la passione, se non condivisa, resta fine a se stessa e il fuoco è destinato a spegnersi anziché divampare. E questo noi non lo vogliamo. Abbiamo così messo assieme sette gruppi con cui spartiamo attitudine e passione, qualche dj set per far ballare gli amici e un numero speciale della fanzine che sarà distribuito (gratuitamente, as usual) in quei due giorni. Abbiamo raccolto qualche scritto tra i redattori della fanzine, quelli del blog e qualche ospite per noi davvero speciale. A tutti è stato chiesto di affrontare lo stesso tema: raccontare un disco a scelta fornendone un proprio punto di vista, personale e senza regole. Nei prossimi giorni pubblicheremo qui quello che il 21 e 22 maggio potrete leggere su carta. A partire dall’introduzione che postiamo sotto e che vuole essere un po’ il manifesto programmatico di tutta la faccenda.

Rumore di fondo

Mai come oggi la musica è stata tanto presente nelle nostre vite, ma mai come ora il suo utilizzo ha finito per essere relegato a semplice rumore di fondo delle nostre giornate. Che poi, intendiamoci, in realtà quello dovrebbe essere normalmente il suo ruolo. Per molti ma non per tutti e noi, ça va sans dire, non dovremmo proprio essere tra i molti. Tutti parlano di musica, moltissimi la ritengono apparentemente un elemento imprescindibile senza il quale sopravvivere potrebbe essere un problema, molti infine ne scrivono, spesso a sproposito. E questo non va bene perché le parole poco curate, poco attente, poco pesate, costano – metaforicamente – vite. Così come un ascolto della musica distratto, o ancor peggio superficiale, contribuisce ad un – sempre metaforico – assassinio della musica stessa.
Ci è sempre piaciuto il momento in cui, quando a un musicista chiediamo perché abbia scelto di suonare, questi ci risponde che lo fa semplicemente perché non potrebbe fare altro, perché non può farne a meno. Soprattutto ci piacciono quei casi – moltissimi – in cui il musicista che ci ha risposto in quel modo nella vita sa fare anche altro e ha anche altro da fare. Noi, pur non sapendo suonare nemmeno una chitarra giocattolo di quelle che di elettrico hanno solamente le pile infilate nella cassa armonica, siamo come quei musicisti. Non potremmo far altro che quello che facciamo, ogni giorno da tanti anni: andare a concerti, ascoltare musica, scrivere di musica, parlare di musica, respirare musica. Eppure oltre a questo nella vita siamo obbligati a fare anche altro, molto altro. Ma rimaniamo sempre lì, incollati alla musica, perché per noi la musica non è un semplice accessorio alla vita che ci raggiunge piano e in sottofondo, la musica è qualcosa che cerchiamo con una costanza militante in ogni momento. La musica ingombra tutti gli spazi del nostro quotidiano infilandosi in ogni fessura, spingendo fuori tutto il resto finché tutto il resto non diventa – quello si – rumore di fondo.
Il rock and roll in definitiva ha salvato le nostre vite. Le ha cambiate, le ha forgiate e indirizzate mandandole da un’altra parte. Le ha rese migliori e peggiori al tempo stesso, riconsegnandocele comunque diverse e uniche.
Ora è arrivato il momento di restituire al rock and roll quanto ci ha dato.
E di riprenderci tutto quello che ci ha portato via.

Arturo Compagnoni


The Parrots live @ No Glucose – 21.05.15

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