Una faccenda di canzoni (Fiver #39.2016)

Redskins

                                             Redskins

Sarà perché è un periodo in cui non trovo molto di interessante tra le nuove uscite ma ultimamente sto ascoltando un sacco di vecchie canzoni.
È sempre stata una faccenda di canzoni, in fondo.
Ho ritrovato un vecchio quaderno. Sulla copertina c’è un adesivo di Disfunzioni Musicali. È pieno di liste di film che ho visto o che mi ripromettevo di vedere. Un diario piuttosto metodico che abbraccia un periodo che va dal ’79 all’84. I miei 15/20 anni. Alcuni sono titoli assurdi, degni di un cinefilo oltranzista. Cosa che non sono mai stato. Il quaderno è pieno anche, ovviamente, di liste di dischi comprati. E di dischi da comprare. Più che dischi, canzoni. Una serie di pagine è intitolata “To Have“.
La scorrevo con meraviglia. Xymox, Psychic Tv, Virgin Prunes…

Virgin Prunes – Baby Turns Blue

Probabilmente a vent’anni ero molto più curioso di adesso. Niente spotify o itunes. Solo Rockerilla, Stereodrome e Radio Cittá Futura, ascolti fuggitivi in negozi di dischi per arrivare ad acquisti che a volte erano veri e propri salti nel buio. Non avevo paura di beccarmi tra capo e collo delle mattonate da paura ma ero anche disposto a mettermi in gioco, ero disposto ad impegnare il mio tempo con opere che domandavano attenzione, applicazione. Cercavo La Canzone.
E quando la trovavo erano lacrime vere.

Billy Bragg – Levi Stubbs’ Tears

Le difficoltà erano rimarcate dal contesto circostante. Compagni universitari romani che, sul principio, mi invitavano per serate a base di alcol e giovani fanciulle decisamente interessanti. Non so perché ma Il mio essere forestiero dava evidentemente una nota esotica al contesto. Ricordo una serata simbolica. Festa di matricole nel centro di Roma, mi sembra addirittura che fosse stato ingaggiato il povero Mike Francis per la serata.
La mia presenza non era messa in dubbio. “A Massimiliá sei con noi, vero?” La stessa sera però si era materializzato un evento di maggiore attrattiva. Solo per me, indubbiamente. Red Lorry Yellow Lorry al teatro Espero. Una trasferta sconsiderata ai confini del Nomentano. Parte opposta di Roma. Senza macchina. Senza cellulari. Senza bus dopo la mezzanotte. Con un ritorno tutto da inventare. Pochi sfigati come me chiusi in uno stanzone a farci massacrare le orecchie, in un’epoca nella quale rappresentanti dell’altra metà del cielo difficilmente si palesavano ad eventi del genere, o parlare di Pruzzo e di quanto fosse figa Radio Dimensione Suono in piacevole compagnia? “Sei con NOI, vero?” La decisione fu presa in pochi attimi.

That Petrol Emotion – Big Decision

Ricordo poco del concerto e di come ci arrivai o ne tornai ricordo però che fissare una visita oculistica nelle ore immediatamente precedenti il concerto non fu una decisione molto intelligente anche se le pupille dilatate aggiunsero alla serata una nota psichedelica tutt’altro che disprezzabile.

Red Lorry Yellow Lorry – Walking On Your Hands

Poi ti arrivano notizie terribili e questo rifugiarsi nel passato diventa l’unico modo per mantenere uno sguardo complessivo sufficientemente lucido seppur offuscato dalle lacrime.
Non ricordo se ti ho raccontato questa storia romana ma di aneddoti che ci facevano ridere a crepapelle mentre eravamo lì sdraiati in letti affiancati, interrotti solo da infermieri indaffarati, ne avevamo tirati fuori parecchi.
Le storie con le persone importanti nella mia vita sono sempre state punteggiate da canzoni. Ora che non ci sei più mi accorgo che non ne abbiamo avuta una.
Questa è sempre stata una delle mie preferite.
Spero che ti piaccia.

The Redskins – Keep on Keepin’ on

Massimilano Bucchieri

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