Si parte con quattro novitร  che, per motivi diversi, sembrano tutte avere qualche problema con il presente. I ๐Œ๐จ๐ฉ๐š๐ซ ๐’๐ญ๐š๐ซ๐ฌ arrivano da Philadelphia e continuano a credere che chitarre malconce, amplificatori scassati e melodie alla ๐‘๐ž๐ฉ๐ฅ๐š๐œ๐ž๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ฌ siano ancora un buon modo per affrontare la vita. I ๐‚๐š๐ซ ๐’๐ž๐š๐ญ ๐‡๐ž๐š๐๐ซ๐ž๐ฌ๐ญ festeggiano invece un classico recente riscrivendolo da capo: perchรฉ a quanto pare, dieci anni dopo, ๐–๐ข๐ฅ๐ฅ ๐“๐จ๐ฅ๐ž๐๐จ ha deciso che il protagonista di โ€œTeens of Denialโ€ meritava una seconda possibilitร .

Poi ๐๐š๐ง๐๐š ๐๐ž๐š๐ซ e ๐’๐จ๐ง๐ข๐œ ๐๐จ๐จ๐ฆ, che hanno avuto unโ€™idea quasi sovversiva: fare un disco e chiedere alle persone di ascoltarlo davvero. Niente algoritmo, niente scroll infinito, niente corsa ai contenuti, niente streaming. Una proposta che nel 2026 rischia di sembrare piรน radicale del punk. E a ricordarci che il fai-da-te puรฒ ancora essere una forma di saggezza arrivano anche gli ๐„๐๐๐ฒ ๐‚๐ฎ๐ซ๐ซ๐ž๐ง๐ญ ๐’๐ฎ๐ฉ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข๐จ๐ง ๐‘๐ข๐ง๐ , una delle poche band capaci di trasformare un concerto garage rock in una specie di festa di quartiere improvvisata.

รˆ curioso come si continui a buona ragione a definire moderna una musica concepita oltre cinquant’anni fa. Eppure, ascoltando oggi i ๐Š๐ซ๐š๐Ÿ๐ญ๐ฐ๐ž๐ซ๐ค, la sensazione รจ ancora quella di trovarsi davanti a qualcosa che appartiene piรน al futuro che al passato. Nati a Dรผsseldorf all’inizio degli anni Settanta, i Kraftwerk hanno trasformato sintetizzatori, drum machine e sequencer in un linguaggio popolare, ridefinendo il rapporto tra uomo, macchina e musica. Album come ๐ด๐‘ข๐‘ก๐‘œ๐‘๐‘Žโ„Ž๐‘›, ๐‘…๐‘Ž๐‘‘๐‘–๐‘œ-๐ด๐‘๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘–๐‘ก๐‘ฆ, ๐‘‡๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘ -๐ธ๐‘ข๐‘Ÿ๐‘œ๐‘๐‘’ ๐ธ๐‘ฅ๐‘๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘  e ๐‘‡โ„Ž๐‘’ ๐‘€๐‘Ž๐‘›-๐‘€๐‘Ž๐‘โ„Ž๐‘–๐‘›๐‘’ hanno gettato le basi di gran parte della musica elettronica contemporanea. In particolare Radio-Activity, sospeso tra fascinazione scientifica, malinconia e inquietudine tecnologica, rappresenta uno dei vertici piรน peculiari e visionari della loro produzione. Quando si parla della loro influenza, i riferimenti piรน immediati sono spesso quelli ai connazionali krautrock o ai pionieri dell’industrial e della musica sperimentale. Piรน interessante, perรฒ, รจ osservare la loro ereditร  in percorsi meno ovvi. La ๐†๐ซ๐š๐œ๐ž ๐‰๐จ๐ง๐ž๐ฌ di ๐‘Š๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘š ๐ฟ๐‘’๐‘Ž๐‘กโ„Ž๐‘’๐‘Ÿ๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’, ad esempio, pur muovendosi tra reggae, funk, disco e new wave, condivide con i Kraftwerk una visione profondamente moderna della musica: fredda ma sensuale, artificiale ma umanissima, sospesa tra fascinazione tecnologica e identitร  urbana. Discorso analogo vale per gli ๐‡๐ฎ๐ฆ๐š๐ง ๐‹๐ž๐š๐ ๐ฎ๐ž di ๐‘…๐‘’๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘‘๐‘ข๐‘๐‘ก๐‘–๐‘œ๐‘› e ๐‘‡๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ฃ๐‘’๐‘™๐‘œ๐‘”๐‘ข๐‘’, quando il gruppo costruiva paesaggi elettronici minimali e meccanici che guardavano apertamente alla lezione di Dรผsseldorf, ben prima del successo planetario di ๐ท๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’. In questo senso, sia Grace Jones sia gli Human League mostrano come l’influenza dei Kraftwerk non sia stata soltanto musicale, ma anche estetica e culturale: un modo diverso di immaginare il rapporto tra tecnologia, corpo e modernitร . Piรน che una band, i Kraftwerk sono stati un’idea. E forse รจ proprio per questo che, a distanza di mezzo secolo, continuano a sembrare cosรฌ attuali.

E poi lo shoegaze.

Quello che all’inizio degli anni Duemila sembrava una reliquia dimenticata e che oggi continua a riapparire ovunque cambiando pelle ogni volta. I ๐‹๐š๐ฅ๐ข ๐๐ฎ๐ง๐š che reinterpretano gli ๐’๐ฅ๐จ๐ฐ๐๐ข๐ฏ๐ž quando quasi nessuno parlava ancora di revival, e i ๐…๐ž๐ž๐›๐ฅ๐ž ๐‹๐ข๐ญ๐ญ๐ฅ๐ž ๐‡๐จ๐ซ๐ฌ๐ž che prendono la struttura del genere, la passano attraverso Auto-Tune, glitch, cortocircuiti digitali e la restituiscono ancora viva. Quello della band di Pittsburgh รจ il nostro disco della settimana, รจ un disco politico, capace di prendere posizione; dura appena 25 minuti e sorprende dal primo allโ€™ultimo secondo.


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