𝐒𝐧𝐢𝐟𝐟𝐢𝐧’ 𝐆𝐥𝐮𝐜𝐨𝐬𝐞 #𝟑 parte con la solita manciata di novità: i 𝐉𝐚𝐰𝐝𝐫𝐨𝐩𝐩𝐞𝐝 ricordano i Lemonheads, Sugar, Bob Mould, il power pop e tutto quell’alt-rock americano anni Novanta che, quando trova le canzoni giuste, continua a funzionare benissimo. I 𝐑𝐈𝐏 𝐌𝐚𝐠𝐢𝐜, invece, arrivano da Londra: chitarre sfasciate, sintetizzatori, voci deformate e un robusto beat hip-hop, per ricordarci che il post-punk può ancora essere qualcosa di diverso dalle solite chitarre angolari e dalle facce imbronciate.

𝐅𝐫𝐞𝐞𝐛𝐢𝐞𝐬 e 𝐓𝐡𝐞𝐫𝐦𝐚𝐥𝐬 completano il primo giro.

Sedici tracce in meno di quaranta minuti, un’attitudine sfrontata e un’estetica tagliente capace di frantumare ogni record di vendita nella Londra del 1995. Nella parte centrale mettiamo sul piatto la ristampa dell’omonimo debutto delle Elastica, la scheggia più affilata e cinica piantata nel brit pop, all’ombra di Camden Town. Guidata da Justine Frischmann, la band si impose rifiutando il machismo del settore e portando il minimalismo post-punk nell’era dei festival di massa. Un classico generazionale immediato che riascoltiamo svelandone i segreti dietro le quinte, a partire dalle controversie legali per plagio. Un furto con scasso trasformato in perfetto saggio di riciclaggio pop-art che in questa puntata mettiamo a specchio con il suo dna originale: la spigolosità geometrica dei Wire del 1977 con la loro Three Girl Rhumba. A chiudere il cerchio, la sfida temporale e di genere con Inbetweener degli Sleeper di Louise Wener, l’altra faccia del Britpop a trazione femminile di quel preciso, irripetibile anno.

Il disco della settimana è Wild Love di 𝐍𝐢𝐧𝐚 𝐖𝐢𝐧𝐝𝐞𝐫-𝐋𝐢𝐧𝐝, che conosciamo già attraverso le New Eves. Rispetto al mondo pagano, folk e post-punk della band, qui le cose sembrano farsi molto più tradizionali: strofe, ritornelli, chitarre, Bob Dylan, pianoforte, Raincoats e tutta una certa storia del rock che continua tranquillamente a circolare senza farsi troppe domande. Nina Winder-Lind arriva da una formazione classica, ma canta come se volesse liberarsi di tutte le regole imparate a scuola: forza il vibrato, sporca la voce e mette il corpo davanti a tutto. Ha scoperto la chitarra elettrica, Patti Smith e il piacere di suonare qualcosa che nessuno aveva scritto prima. Con Wild Love sembra intenzionata a recuperare tutto il tempo perduto.



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