• Freedom of Choice (Fiver #33.2016)

    Il 1992 è stato tanto tempo fa. A quell’epoca Jack Frusciante non era uscito dal gruppo, Enrico Brizzi si aggirava per i corridoi del Galvani e a Stefano Accorsi la sorte non aveva ancora commissionato quella battuta destinata a spedirlo nell’iperspazio tra un maxibon e l’altro. Il 1992 fu un anno che un quarto di…

  • One bullet for my dreams (Fiver #32.2016)

    Mi rendo conto che sono sempre alla ricerca della stessa canzone. Non so perché sia così. Immagino che per comprenderne davvero la ragione servirebbe uno studio di antropologia sociale che andasse ad esplorare la mia adolescenza. Penso anche che valga per la maggioranza di quelli che ascoltano musica o abbiano un interesse in una qualsiasi…

  • It’s hard to be an artist, it’s hard to be anything, it’s hard to be (Fiver # 31.2016)

    Su alcune cose non ho un’opinione precisa. Ad esempio, ha fatto bene Manuel Agnelli ad andare a X Factor? Boh. Di certo quando in prima serata su un importante canale televisivo qualcuno indossa una maglia di Daniel Johnston costui non può non riscuotere la mia simpatia immediata e buonanotte ai discorsi su militanza indie e…

  • French Letter #1

    Young Parisians are so French, they love Patti Smith cantava tanto tempo fa un tizio inglese. Scommetto che a nessun inglese sarebbe mai venuto in mente di associare l’amore per Patti Smith ai giovani italiani, né allora né mai. Per quanto riguarda la musica i francesi sono stati sempre un paio di passi avanti a…

  • So Eighties (Fiver # 30.2016)

    Per me gli anni ottanta sono un paio di occhiali con le lenti fumé e la montatura dorata. Un impermeabile stretto. Una fotografia ingiallita credo col mare della francia alle spalle. Le calze bianche, di spugna, fino a sotto il ginocchio, le scarpe da ginnastica gialle con gli strapp al posto dei lacci e un…

  • La fortezza della solitudine (Fiver # 29.2016)

    Lo scorrere del tempo scava fossati nella memoria creando crateri da riempire con immagini fasulle e buchi spazio temporali attraverso cui i ricordi scappano via, mischiandosi gli uni agli altri nell’oceano di una infinita indeterminatezza. Ad esempio avrei giurato che il giorno in cui la Fortitudo Basket vinse il suo secondo scudetto, Giulio fosse appena…

  • How far is a light year? (Fiver # 28.2016)

    Qualsiasi disco che contenga una canzone come “Ivy” entra di diritto tra i miei dischi dell’anno. Il resto potrebbe pure essere la peggiore schifezza del mondo ma non mi importerebbe. Sono uno da amori assoluti, immortali, incondizionati e irragionevoli. Si riapre la stagione del “Fiver” e da un certo punto di vista il disco di…

  • Le sirene di Vasto – la rivincita del pop, delle chitarre, della spiaggia e di un sacco di altre cose. (Siren Festival – Vasto july 21-24 2016)

    I festival rock sono una cosa seria. Ci si prepara per giorni prima di partire: felpe, un maglione che non si sa mai, anfibi e stivaloni da pescatore da mettere in borsa col k-way lungo fino alle ginocchia. Sciarpe, aspirine che fra la birra e il vento e la pioggia chissà come ti svegli. Taccuino…

  • DREAM BABY DREAM – YPSIGROCK 2016

    Forse ha più senso iniziare dalla fine. Domenica, tardo pomeriggio, trovo posto per una breve sosta su una delle panchine di piazza Margherita ad un paio di centinaia di metri da Piazza Castello, epicentro dell’intero Festival. Due distinti signori che sembrano usciti dalle pagine di un romanzo di Sciascia. Lei vestito floreale e ventaglio d’ordinanza,…

  • Girls in a band (Fiver # 27.2016)

    Come dice lo spot che pubblicizza in tv quella bevanda di colore rosso scuro dalla media gradazione alcolica: l’attesa del piacere è essa stessa piacere. A questo pensavo l’altro giorno forzando un po’ la mano alle mie abituali sinapsi mentali, mentre scorrevo la cartella di mp3 dentro cui erano allineate le canzoni del nuovo disco…