• Send his love to me (Fiver #17.2016)

      PJ Harvey è una delle mie preferite di sempre. Non riesco a dire che il disco nuovo non mi piaccia, di conseguenza. Mi sembrerebbe di tradire una cosa tipo la squadra del cuore. Ma faccio una gran fatica a digerirlo, onestamente. Qualcuno genialmente l’ha supplicata: torna a fare i dischi sul presomalino amoroso. Mi…

  • Ask Me (Fiver #16.2016)

    Hanno ancora senso le interviste? Personalmente faccio una gran fatica a leggerle e ancor di più a trovarne di interessanti. L’altro giorno leggevo quella ai Last Shadow Puppets sull’ultimo numero di Rumore e sono venuto a conoscenza di questa storia riguardo le presunte molestie di Miles Kane ad una giornalista di Spin, Rachel Brodsky. La…

  • Portami via di qua, sto male (Fiver #15.2016)

    Spesso tendo a confondere le sensazioni personali facendole passare inconsciamente per dati di fatto quindi potrei tranquillamente sbagliarmi, ma ho la netta impressione che nell’ambiente che sono solito frequentare non si  sia mai parlato così tanto di musica italiana come negli ultimi tempi. Che poi a pensarci anche solo un attimo quello di musica italiana…

  • I send my love to you (Fiver #14.2016)

    Con il passare degli anni mi accorgo di diventare sempre più intransigente e non è una buona cosa. Anche nei gusti musicali, oltre che nelle mie faccende private in genere. La cosa che proprio più mi disturba è la banalità e la mancanza di ispirazione, se parliamo di musica. Non è solo questo, a dire…

  • Great Cop (Fiver #13.2016)

    Fugazi: Great Cop (In On The Kill Taker, 1993) You’d make a great cop: magari, anche perché tutte le persone di cui sono stato follemente e inutilmente innamorato nella mia vita – sono solo due in realtà, o forse una sola – sono poi finite a vivere felici e contente con dei tipi umani che…

  • Notion is not an option (Fiver #12.2016)

    Il mio amico Vito è un appassionato di calcio. Sciorina formazioni, marcatori e risultati di partite degli ultimi 50 anni senza batter ciglio tanto da essersi meritato nel tempo l’appellativo di Vitopedia. Può ripercorrere per interminabili ore carriere di anonimi terzini o centravanti oggi stempiati e obesi. In realtà non tifa nessuna squadra in particolare,…

  • The Guns of Brixton (Fiver # 11.2016)

    A volte c’è differenza tra la qualità della musica che un gruppo suona e le canzoni che quello stesso gruppo scrive. E’ un concetto un po’ contorto ed è una circostanza non frequente ma può capitare, almeno a me capita. Capita ci siano gruppi che mi piacciono ma dei quali non trovo particolarmente attraenti le…

  • Three Imaginary Boys (Fiver # 10.2016)

    Mi piace il nuovo disco dei Cani. Nonostante suoni come un album di b-sides dei Death Cab For Cutie, scritto da uno che passa troppe ore sul divano, stonato, a guardare i programmi di Piero Angela alternati ad un po’ d’informazione finanziaria. Mi sembra sia il loro terzo disco. Mi hanno fatto compagnia (in maniera discreta,…

  • The F word / the K world (Fiver # 09.2016)

    Questo resistibilissimo ritorno delle cassette è, come tutte le cose che vanno controcorrente rispetto all’ordine imperante, deliziosamente insensato ma per certi versi necessario. Allo stesso tempo mi riporta alla mente parentesi ormai dimenticate come le gloriose stagioni radiofoniche di almeno tre decenni orsono. Ieri cercavo di ascoltare la cassetta degli Smash. Mi piacciono gli Smash.…

  • Il fuoco dell’amore (Fiver # 08.2016)

    C’è stata un’epoca in cui i club si chiamavano discoteche e la loro ubicazione era frutto di una logica che portava invariabilmente ad escludere non solo il centro delle città ma le città stesse. Certe scelte per quanto in parte dovute alla casualità erano senz’altro anche il risultato di una serie di valutazioni la cui…