• I send my love to you (Fiver #14.2016)

    Con il passare degli anni mi accorgo di diventare sempre più intransigente e non è una buona cosa. Anche nei gusti musicali, oltre che nelle mie faccende private in genere. La cosa che proprio più mi disturba è la banalità e la mancanza di ispirazione, se parliamo di musica. Non è solo questo, a dire…

  • Great Cop (Fiver #13.2016)

    Fugazi: Great Cop (In On The Kill Taker, 1993) You’d make a great cop: magari, anche perché tutte le persone di cui sono stato follemente e inutilmente innamorato nella mia vita – sono solo due in realtà, o forse una sola – sono poi finite a vivere felici e contente con dei tipi umani che…

  • Notion is not an option (Fiver #12.2016)

    Il mio amico Vito è un appassionato di calcio. Sciorina formazioni, marcatori e risultati di partite degli ultimi 50 anni senza batter ciglio tanto da essersi meritato nel tempo l’appellativo di Vitopedia. Può ripercorrere per interminabili ore carriere di anonimi terzini o centravanti oggi stempiati e obesi. In realtà non tifa nessuna squadra in particolare,…

  • The Guns of Brixton (Fiver # 11.2016)

    A volte c’è differenza tra la qualità della musica che un gruppo suona e le canzoni che quello stesso gruppo scrive. E’ un concetto un po’ contorto ed è una circostanza non frequente ma può capitare, almeno a me capita. Capita ci siano gruppi che mi piacciono ma dei quali non trovo particolarmente attraenti le…

  • Three Imaginary Boys (Fiver # 10.2016)

    Mi piace il nuovo disco dei Cani. Nonostante suoni come un album di b-sides dei Death Cab For Cutie, scritto da uno che passa troppe ore sul divano, stonato, a guardare i programmi di Piero Angela alternati ad un po’ d’informazione finanziaria. Mi sembra sia il loro terzo disco. Mi hanno fatto compagnia (in maniera discreta,…

  • The F word / the K world (Fiver # 09.2016)

    Questo resistibilissimo ritorno delle cassette è, come tutte le cose che vanno controcorrente rispetto all’ordine imperante, deliziosamente insensato ma per certi versi necessario. Allo stesso tempo mi riporta alla mente parentesi ormai dimenticate come le gloriose stagioni radiofoniche di almeno tre decenni orsono. Ieri cercavo di ascoltare la cassetta degli Smash. Mi piacciono gli Smash.…

  • Il fuoco dell’amore (Fiver # 08.2016)

    C’è stata un’epoca in cui i club si chiamavano discoteche e la loro ubicazione era frutto di una logica che portava invariabilmente ad escludere non solo il centro delle città ma le città stesse. Certe scelte per quanto in parte dovute alla casualità erano senz’altro anche il risultato di una serie di valutazioni la cui…

  • Hollow Heart (Fiver # 07.2016)

    A cadenza regolare arriva qualcuno che se ne esce con qualche sentenza definitiva. Roba tipo: una volta, in musica, c’era molta più libertà. Oppure: la vera musica è finita con (a caso) il primo album dei Clash. Non ci ho mai fatto troppo caso, sinceramente. Da ragazzino magari un po’ di più. Finiva che mi…

  • Rid of myself (Fiver # 06.2016)

    La vita è fatta di scelte. Alcune importanti, altre meno. In questi giorni ne sto, ne stiamo, prendendo una di quelle importanti. Scelta della scuola superiore. Una cazzata, pensavo. Perché preoccuparsi? Se anche non va bene possiamo cambiare, correggere il tiro. Senza rendermene conto ho cominciato a ragionare con la logica dei documenti .doc. Premere…

  • Rip it Up and Start Again (Fiver # 5.2016)

    Lo scorso weekend al Covo è stato Inverno fest, una festa più che un festival, organizzato assieme ai ragazzi di No Hope fanzine. Qualcuno mi faceva notare che in questa sorta di testa coda generazionale che è l’ unione fraterna tra Sniffin’ Glucose e No Hope è curioso come i giovani abbiano scelto di esprimersi…