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It’s not your fault
Venerdì, quando ero già fuori dalla porta di casa, ripassando mentalmente la dotazione che mi stavo portando appresso mi sono accorto di non avere con me della musica. Ancora non mi sono abituato a caricare dischi sul telefono, il vecchio ma sempre utile i-pod era al solito stipato di album nuovi che in quel momento…
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Fiver #03.2014
Per quanto riguarda noi di Sniffin’ Glucose la musica non è mai un sottofondo. E’ una colonna sonora costante delle nostre giornate. Ne scandisce ogni singolo momento, condiziona l’umore, risucchia quantità di tempo e denaro impressionanti. Potremmo affermare senza timore di smentita che la musica definisce le nostre vite così come sono, per quello che…
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You came to me as a ghost
Quando ti capita di incontrare una persona o un’artista che ti segna tendi a ricordare tutto del tuo primo incontro con lui. Conobbi la musica di Jason Molina dentro al glorioso negozio di dischi bolognese “Minnella Rock Shop”. Era l’anno 2000. I due titolari del negozio, cui devo gran parte della mia collezione pre-web, avevano…
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This is our music
Mi è rimasto impresso un episodio in particolare leggendo l’autobiografia di Dean Wareham (Black Postcards: A Rock & Roll Romance. New York: Penguins): raccontava del manager che lo aveva messo sotto contratto con l’Elektra. Un ragazzo giovane per gli standard di una multinazionale, al quale era stato affidato un budget consistente e l’obbiettivo di scoprire…
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Gruesome flowers (a Captured Tracks history)
Non abbiamo mai creduto davvero alla retorica “indie”. Ad ascoltare Calvin Johnson o Ian MacKaye abbiamo però compreso che talvolta stare dall’altra parte é una necessitá. Non per moda o per atteggiarsi ma semplicemente per sopravvivere. Trent’anni fa (la Dischord nasce nel 1980) parlare di etichette indipendenti rivestiva questa importanza. Chi ha avuto il buon gusto…
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Last Great American Whale
Fatemi il nome di qualcuno che riuscirebbe a togliersi da quel ginepraio che era Berlin per fare Sally Can’t Dance – un disco di facili costumi, che ha svicolato dai gusti dei fan di vecchia data per fare tutte le concessioni possibili al genere commerciale, scendendo al livello più basso di porcheria tollerabile – e…
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Are you giving me your heart??
Ci sono arrivato per caso, in una di quelle serate passate di fronte allo schermo di un pc, cercando di schivare gli ultras da tastiera che infestano il web. Non so se avete presente, uno di quei momenti dove vi sembra che tutto il mondo (o magari solamente i vostri amici virtuali) abbia opinioni circostanziate,…
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Pop kills your soul
Per quelli che come noi hanno cominciato ad appassionarsi alla musica tra la fine degli anni ’70 e il decennio successivo le etichette discografiche hanno sempre rivestito una loro specifica importanza. Il fatto di uscire per una label piuttosto che un’altra stabiliva di solito l’appartenenza a una tribù e spesso certificava la qualità della proposta…
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Di fotografie letterarie, di voci nella tempesta, di canzoni e amori eterni
Bill Brandt (1904-1983) è considerato uno dei più importanti fotografi inglesi del ‘900. Nasce però ad Amburgo da padre inglese e madre tedesca. Poi rinnegherà l’origine tedesca finendo per sostenere di essere nato nel “sud di Londra”. I suoi lavori più noti, dopo la fase di “fotografia sociale” degli anni ’30, riguardano nudi e paesaggi.…
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Di Culti notturni minori e dell’arte del peccato originale
Se dovessi rispondere a bruciapelo “quale è il tuo gruppo culto”, laddove l’attenzione e l’accento siano poste sul termine culto* risponderei senza esitazione: gli Ink&Dagger**, già anche solo per come sono arrivato a conoscere questo gruppo minore del post-hardcore a stelle e strisce della seconda metà degli anni ’90. Risparmiando tutta la manfrina del contesto…
