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I dischi che piacciono solo a me, credo #44

Le Orme – Verità Nascoste (Philips, 1976) Me li ricordo bene i Giochi Olimpici di Montreal. In effetti sono i primi che ricordo con un reale e pressante trasporto; ero davanti alla tv quando Nadia Comaneci bloccò il tabellone elettronico, il mondo intero e il mio ingenuo cuoricino, pieno di palpitazioni verso quella morettina snodabile.…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #43

Meanwhile, Back In Communist Russia – Indian Ink (Jitter, 2001) Mi fiondo in centro di buonora, com’è d’uopo per tenere alto il livello di misantropia. Ho una tricotica missione da compiere e non devo essere disturbato. La città mugugna sopra mattonelle rese sdrucciolevoli dalla nebbia umida; poche anime a percuotere il selciato con passi frettolosi.…
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NazionalPOPolare – La teoria del disimpegno part.3 (Fiver # 01.2019)

Poi la smetto, prometto. Che pare l’inizio di un testo di Carl Brave. Apro questo 2019 qui su SG con lo stesso tema con cui ho chiuso il ’18: l’ITpop. Perché? Perché ho un’altra domanda che mi tormenta e a cui non trovo risposta pur interrogando coetanei e nuovi ascoltatori di musica che hanno l’età…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #42

Shirley Bassey – Never, Never, Never (UA, 1973) Durante i tempi cupi del manicheismo coatto ho sovente dovuto nascondere – mio malgrado – l’insana passione bondiana che da sempre mi attanaglia. “Ma come?” era l’inevitabile stupore conto terzi: Maschilista! Decerebrato! Guerrafondaio! Alcolizzato, persino. O fascio, pure. E stronzo, già. Dimenticavo: stronzo. Da te non me lo sarei mai…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #41

Wayne County & The Electric Chairs – Storm The Gates Of Heaven (Safari, 1978) Ero già vecchio quando sono diventato giovane; credo sia stato presumibilmente suppergiù nel 1989. La profonda provincia ottusa e campagnola alla riscossa, quella che oggi manco morto cambierei per i vostri apericazzi in centro, a farvi i risvoltini ai pantaloni slim…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #39

Pop Will Eat Itself – Dos Dedos Mis Amigos (Infectious, 1994) Io li capisco i fan terminali dei Pink Floyd, dei Cure, dei Queen o dei Depeche Mode. Collezionisti invasati che passano la vita a setacciare – novelli Martyn Mystère ma senza una Diana al fianco – ogni pertugio in cerca dell’ultima reliquia a loro…
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Cosa resterà di questi anni dieci? (Fiver #26.2018)

La teoria del disimpegno part.2 Il decennio degli anni zero è cominciato col botto. E che botto: era un martedì mattina sui cieli di NY. Primo pomeriggio qui da noi. Si dice che quando capitano eventi epocali ci si ricorda di dove si era o cosa si stava facendo e con chi. Io mi ricordo…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #38

SUSHIROBO – Drawings And Garbage Structures (Pattern 25 Records, 2002) Ho un buco nero nella memoria riguardo l’inizio del millennio. Un bel buco nero. Pur se timorato di Dio, ascetico e praticamente rinchiuso in casa come Kafka e/o Lovecraft (e poi mi parlano di Kalsarikännit, puah!) non ho ricordi di come mi fossi posizionato nei confronti…
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Home is where I want to be. Pick me up and turn me round (Fiver #25.2018)

“Ma cosa vengono a fare? Ma perché non se ne stanno a casa loro?” “Ma cosa credono di trovare qui? A casa nostra?” Dialoghi rubati, filtrati attraverso le cuffie in una mattina piovosa su un bus qualunque. Due persone qualunque in una mattinata qualunque. Per fortuna ascolto la miglior live band al mondo e mi…

