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I dischi che piacciono solo a me, credo #47

Puressence – Only Forever (Island, 1998) A me piace la mia città, credo. Un po’ come quei dischi di cui blatero random su queste colonne. Ergo non tantissimo – e con scarso entusiasmo dacchè non la vivo affatto – ma mi piace. Senza l’accento su ‘mia’ non avendone mai avvertito l’appartenenza, apolide di ‘sto cazzo…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #46

Bagarre – Circus (Sauvage Musique, 1982) Abbiamo un vantaggio, noi nati e cresciuti nella – da sempre ignorante – provincia, un vantaggio abissale rispetto ai cittadini forgiati in asettiche vie laiche edificate su cineforum e vernissage. Un vantaggio che bilancia ed equilibra tutti i contro (e sono molti) ai quali siamo stati esposti, soprattutto durante…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #45

Head! – Tales Of Ordinary Madness (Virgin, 1988) Il guado è di nessuno, non ha padroni. Ci puoi insozzare i piedi prima di oltrepassarne il perimetro per recarti oltre e altrove, prendendoti in prestito il tempo per attraversarlo. Non ha patria il guado, né radici. Terra apolide, arida e incolta, brulla, con pochi segni di…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #44

Le Orme – Verità Nascoste (Philips, 1976) Me li ricordo bene i Giochi Olimpici di Montreal. In effetti sono i primi che ricordo con un reale e pressante trasporto; ero davanti alla tv quando Nadia Comaneci bloccò il tabellone elettronico, il mondo intero e il mio ingenuo cuoricino, pieno di palpitazioni verso quella morettina snodabile.…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #43

Meanwhile, Back In Communist Russia – Indian Ink (Jitter, 2001) Mi fiondo in centro di buonora, com’è d’uopo per tenere alto il livello di misantropia. Ho una tricotica missione da compiere e non devo essere disturbato. La città mugugna sopra mattonelle rese sdrucciolevoli dalla nebbia umida; poche anime a percuotere il selciato con passi frettolosi.…
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NazionalPOPolare – La teoria del disimpegno part.3 (Fiver # 01.2019)

Poi la smetto, prometto. Che pare l’inizio di un testo di Carl Brave. Apro questo 2019 qui su SG con lo stesso tema con cui ho chiuso il ’18: l’ITpop. Perché? Perché ho un’altra domanda che mi tormenta e a cui non trovo risposta pur interrogando coetanei e nuovi ascoltatori di musica che hanno l’età…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #42

Shirley Bassey – Never, Never, Never (UA, 1973) Durante i tempi cupi del manicheismo coatto ho sovente dovuto nascondere – mio malgrado – l’insana passione bondiana che da sempre mi attanaglia. “Ma come?” era l’inevitabile stupore conto terzi: Maschilista! Decerebrato! Guerrafondaio! Alcolizzato, persino. O fascio, pure. E stronzo, già. Dimenticavo: stronzo. Da te non me lo sarei mai…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #41

Wayne County & The Electric Chairs – Storm The Gates Of Heaven (Safari, 1978) Ero già vecchio quando sono diventato giovane; credo sia stato presumibilmente suppergiù nel 1989. La profonda provincia ottusa e campagnola alla riscossa, quella che oggi manco morto cambierei per i vostri apericazzi in centro, a farvi i risvoltini ai pantaloni slim…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #39

Pop Will Eat Itself – Dos Dedos Mis Amigos (Infectious, 1994) Io li capisco i fan terminali dei Pink Floyd, dei Cure, dei Queen o dei Depeche Mode. Collezionisti invasati che passano la vita a setacciare – novelli Martyn Mystère ma senza una Diana al fianco – ogni pertugio in cerca dell’ultima reliquia a loro…

