-
The most revolutionary group in the history of rock’n’roll* (Fiver #14.2018)

*Lester Bangs nelle note di copertina della raccolta The Mekons Story 1977-1982 La prima volta che incrociai i Mekons fu sulle pagine di Rockerilla, mi pare. Doveva essere il 1980 o forse l’81 e il loro nome compariva all’interno di un articolo in cui si faceva il quadro sulla nuova scena post punk di Leeds.…
-
I dischi che piacciono solo a me, credo #7

Holger Hiller – Oben Im Eck (Mute, 1986) Per un certo periodo, si parla dei primissimi anni novanta, venni preso in simpatia da un gruppo di musicofili all’ultimo stadio. Gente seria, giro giusto, spesso con un curriculum da paura. Giornalisti, accumulatori seriali, professoroni, fanatici dei concerti in ogni angolo del mondo, bassisti fretless pastorizzati (da…
-
Il diciassette luglio del duemilanove (Fiver #13.2018)

Pur non essendo un tipo particolarmente superstizioso teneva in dovuta considerazione il prontuario della scaramanzia nelle sue linee essenziali. Niente di complicato ma se capitava di passaggio tra una scala e il muro faceva sempre il giro largo e toccava ferro ogni volta che un gatto nero gli attraversava la strada. Così quando il calendario…
-
(2-3-4-1) I remember my dreams (Fiver #12.2018)

“Partiamo? Dai, andiamo. Ti passo a prendere oggi pomeriggio, alle cinque.” Dall’altra parte del filo, lo si capiva dal tono imbarazzato, la proposta preoccupava. Ma il fascino dell’avventura proibita è talvolta irresistibile. In quel caso lo fu anche per lei. Disse di sì, ma nessuno dei due sapeva bene a cosa. La decisione presa quel…
-
I dischi che piacciono solo a me, credo #5

Girlfrendo – Surprise! Surprise! It’s Girlfrendo (Siesta, 1999) “Ma cosa significa esattamente indie, per te?” Lo dice come se fosse effettivamente ignorante in materia, ben sapendo invece di stuzzicarmi. Oddio, non che sia ‘sta cima il tizio, però un moto di stizza me lo strappa eccome, perchè da quella prima classifica indipendende mai pubblicata (Numero…
-
I dischi che piacciono solo a me, credo #4

David Devant & His Spirit Wife – Work, Lovelife, Miscellaneous (Kindness, 1997) Per un motivo ben preciso – che non è interessante e non starò qui a rivelare (se proprio volete allora scrivetemi in privato) – sto setacciando i cassettoni dei 45 giri dopo settimane di rimuginamenti infiniti. Ho una missione da compiere, la stessa…
-
I dischi che piacciono solo a me, credo #3

Bang Bang Machine – Eternal Happiness (Ultimate, 1994) C’è stato un tempo in cui ho avuto un passato. Quei primi anni novanta pieni di stupore e risvegli mattutini invasi d’entusiamo a buon mercato. Un tempo foderato di grandi dischi, pietre miliari, coscienziose opere su 33 giri, linee blu e avventure nell’ultramondo. Tempi in cui Londra…
-
I dischi che piacciono solo a me, credo #2

THIRTEEN MOONS – Origins (Wire Records, 1987) La scena è quella solita di un imprecisato e nuvoloso momento degli – altrettanto soliti, imprecisati e nuvolosi – anni Ottanta: una 127 blu con più chilometri che granelli di polvere pronta a scarrozzare quattro campagnoli che si ritengono viveur in un lontanissimo locale, agghindati come dettame dell’epoca…


