• Soul Radio (Fiver #21.2018)

    Soul Radio (Fiver #21.2018)

    Trascorsi gli ennesimi giorni di grande tormento si interrogò sui momenti felici andati perduti. Cos’era successo? BODEGA – HOW DID THIS HAPPEN?! Frugò nel proprio animo e si trovò a ripensare, per la prima volta dopo parecchio tempo, ai molti anni spesi dietro al microfono della piccola ma leggendaria emittente cittadina. Realizzò che quelle laide…

  • I dischi che piacciono solo a me, credo # 18

    I dischi che piacciono solo a me, credo # 18

    Patty Pravo – Patty Pravo (RCA, 1979) Le estati una volta erano scandite dai ritmi circadiani dei gelati. Le mie estati, quantomeno; quelle che bussarono alla porta sul finir degli anni Settanta. Il mattino era allenamento, zingarate e schemi: discesa in cortile, due fischi per le convocazioni, un paio di puntuali marachelle, l’ira funesta del…

  • I dischi che piacciono solo a me, credo # 17

    I dischi che piacciono solo a me, credo # 17

    Fra Lippo Lippi – Small Mercies (Uniton, 1983) Credo sia stato il 1983; anzi ne sono certo. Non un 1983 qualsiasi, ‘che se ritorno indietro con le sinapsi mi ritrovo continuamente impiantato dentro quel biennio (Eighty One e Eighty Four li lascio a Jim Kerr, ma più il secondo che il primo) cruciale; l’equivalente del…

  • Girl is good you better treat em true (Fiver #20.2018)

    Girl is good you better treat em true (Fiver #20.2018)

    Non ci aveva mai messo piede in Irlanda, in quel posto così lontano e lei nemmeno voleva andarci, aveva appena preso la sua laurea in storia dell’arte e perché avrebbe dovuto scomodarsi, preparare una valigia, cercare casa, lavoro, una magistrale: troppo per una del calibro di Anna. Suo padre però, senza tanti convenevoli, l’aveva spinta…

  • I dischi che piacciono solo a me, credo # 16

    I dischi che piacciono solo a me, credo # 16

    Rikki And The Last Days Of Earth – Four Minute Warning (DJM, 1978) Non so voi, ma io mica sono nato ‘imparato’, anzi. Non che lo sia ora, e quindi figuriamoci al tempo dei Beatles al Vigorelli, ma credo che a voler sapere tutto ci si faccia solo una discreta figura di guano. Tanto più…

  • La canzone della buonanotte (Fiver #19.2018)

    La canzone della buonanotte (Fiver #19.2018)

    Springsteen non mi è mai piaciuto granché. Apprezzo però la sua carica indefessa e il suo entusiasmo perenne, anche se spesso e volentieri queste indubbie doti finiscono per gonfiarsi in retorica eclatante. Che poi devo essere sincero, a me la retorica alla fine piace. La trovo autentica, a differenza di altri comportamenti che innescano un…

  • I dischi che piacciono solo a me, credo # 15

    I dischi che piacciono solo a me, credo # 15

    Baikonour – For The Lonely Hearts Of The Cosmos (Melodic, 2005) Fibrillante tempo di Campionati Mondiali, finalmente. Grazie all’assenza della nazionale italiana ci potremo godere una kermesse scevra da fanatici dell’ultima ora, patrioti del week end, finissimi conoscitori di calcio part time e urlatori da salotto vari. Quindi godibilissima per osservare una manciata di partite…

  • I dischi che piacciono solo a me, credo #14

    I dischi che piacciono solo a me, credo #14

    Umberto Tozzi – Tozzi (CGD, 1980) Non so da che parte prenderla ma ci provo ugualmente, conscio che potrebbero essere le mie ultime ore su questo pianeta o più semplicemente su questo sito. Facile che uno (o più) dei ‘duri et puri’, di quelli verso i quali c’è sempre un posto prenotato nel Regno dei…

  • Last letter (Fiver #18.2018)

    Last letter (Fiver #18.2018)

    Ieri sera ho mancato l’ennesima serata. L’ennesimo concerto. Pigrizia, noia, stanchezza. Ormai è un abitudine, lo so. Una brutta abitudine. L’idea che andare a quel concerto solo per incontrare i tuoi amici è inutile. Dopotutto perché non incontrarli comodamente con un bicchiere in mano nel centro cittadino? Oggi ho ricevuto una lettera. Di carta. La…

  • I dischi che piacciono solo a me, credo #13

    I dischi che piacciono solo a me, credo #13

    Gretschen Hofner – Maria Callous (Poppy, 1996) C’era mica granchè in quel di Londinium, nel 1996. La sbornia brit pop era già in hangover eppure tutti i negozi continuavano imperterriti a stivare le vaschette dei 45 giri con miriadi di uscite, ormai sempre più strampalate, in un accanimento terapeutico imbarazzante. Anche il sottoscritto continuava imperterrito…