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Good Stories are Bad Lives (Fiver # 09.2018)

Le persone dal pianto facile non mi hanno mai persuaso. Le lacrime sono una faccenda importante e non andrebbero spese invano, un po’ come le parole. Così come le parole più belle sono quelle che non si ha il coraggio di pronunciare, le lacrime più belle sono quelle trattenute. Quelle che velano lo sguardo e…
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Alieni e cani molecolari (Fiver # 08.2018)

In fin dei conti questo lungo periodo di convalescenza non era stato un grande affare. L’aveva costretto a rallentare ed osservare un po’ più attentamente il panorama attorno a sè. Prima aveva sfogliato vecchie agende. Lo aveva colpito un particolare. In un periodo relativamente breve tra il 1981 ed il 1983 al palazzo dello sport di Piazza…
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6 febbraio 2018 (Fiver # 07.2018)

I treni di notte. I treni al buio. I treni quando non è ancora notte ma nel grande vetro di fianco al sedile vedi solo il tuo riflesso, solo su quelle quattro poltrone di un blu così brutto che non possono essere che in un treno vuoto. Freddo e triste e non è nemmeno notte.…
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A me mi piace vivere alla grande (Fiver # 06.2018)

Cari amici vicini e lontani, ci dovrebbe essere un guado da non oltrepassare quando si discerne di musica. Soprattutto se è di merda. Un’asticella sotto la quale, scivolandoci, è sì limbo ma anche reato. Mi auto accuso subito visto che – con arzigogoli giustificativi – provo a spiegare perché non sono un Minus Habens se…
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NYC love song (Fiver # 04.2018)

Sei da un’altra parte. Così lontana che non ha nemmeno senso scriverti. Scrivere. Scriverne. Sei così lontana perché le cose succedono. I fatti, i posti, le persone. Forse lui non era quello giusto ma era al posto giusto al momento giusto. Forse tu eri quella giusta ma eri al posto sbagliato, al momento sbagliato. Poi…
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In ogni caso nessun rimpianto (Fiver # 05.2018)

Ogni tanto capita qualcosa a ricordarci l’ineluttabilità del fatto che la vita prima o poi finisce. La circostanza che i nostri miti non siano immortali mi appare una faccenda tremendamente ingiusta. Qualcuno dovrebbe inventare degli universi paralleli in cui loro non invecchiano mai, non si ammalano e non muoiono, come fossero divinità dell’antica Grecia. Giusto…
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Start again (Fiver # 03.2018)

“Cinque sillabe!” esclamò divertito, autografandogli e dedicandogli il proprio ultimo tomo, quello che è considerato il maggior scrittore musicale vivente. “Con un nome del genere si è destinati a fare grandi cose..” aggiunse pensieroso scrutandolo improvvisamente interessato. Cinque sillabe… già. Non era poi così convinto che nel nome di una persona risiedesse il suo destino.…
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That was the river, this is the sea (Fiver # 02.2018)

Da piccolo il mare non lo sopportavi proprio. Troppo sole, troppo caldo, troppa umidità, troppa gente, troppo timore della profondità del blu. Tutto troppo insomma. La curva che smussò i tuoi spigoli ti si parò davanti in un periodo e in un luogo precisi. Con qualche ricerca e senza nemmeno troppo sbattimento saresti anche…
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Dear life, I’m holding on (Fiver # 01.2018)

“Tell me, do you feel alive??” Il fatto che se lo chieda uno come Beck, in un certo senso, è rassicurante. La domanda è posta immediatamente, tra le pieghe della prima canzone del nuovo album. Dimmi, ti senti ancora vivo? Arrivati a un certo punto, diventa inevitabile domandarselo; alla soglia dei cinquanta, diventa una sorta…
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Resti – a fucking Christmas (Fiver #43.2017)

Vado alla Coop della piazzetta a due passi da dove vivo un paio di volte alla settimana. Fuori c’é sempre un ragazzo africano, un rifugiato credo, cappello in mano a chiedere l’elemosina. La sera invece c’è Luca, italiano, appoggiato col suo cane nero al gradone del palazzo di fianco. Luca che una sera, più storta…
