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Blue Monday (Fiver #10.2018)

Ci sono giorni in cui hai talmente tanto dentro che il mondo là fuori sembra inaffrontabile, che il cielo grigio è lo specchio perfetto di quel che hai dentro, che la pioggia non dà nemmeno fastidio per quanto sorda e cieca tu riesca a diventare al mondo. Giorni in cui vorresti sederti in un angolo,…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #1

P.S. I LOVE YOU – Heart of Stone (Rocket Girl, 2002) “Il tempo cambia molte cose nella vita, il senso le amicizie le opinioni” cantava il vecchio guru. A riguardare quegli scaffali sembra che sia trascorso invano dacché avverto ere geologiche scivolate tra le dita invece dei soliti canonici 15 anni o giù di lì.…
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Good Stories are Bad Lives (Fiver # 09.2018)

Le persone dal pianto facile non mi hanno mai persuaso. Le lacrime sono una faccenda importante e non andrebbero spese invano, un po’ come le parole. Così come le parole più belle sono quelle che non si ha il coraggio di pronunciare, le lacrime più belle sono quelle trattenute. Quelle che velano lo sguardo e…
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Alieni e cani molecolari (Fiver # 08.2018)

In fin dei conti questo lungo periodo di convalescenza non era stato un grande affare. L’aveva costretto a rallentare ed osservare un po’ più attentamente il panorama attorno a sè. Prima aveva sfogliato vecchie agende. Lo aveva colpito un particolare. In un periodo relativamente breve tra il 1981 ed il 1983 al palazzo dello sport di Piazza…
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6 febbraio 2018 (Fiver # 07.2018)

I treni di notte. I treni al buio. I treni quando non è ancora notte ma nel grande vetro di fianco al sedile vedi solo il tuo riflesso, solo su quelle quattro poltrone di un blu così brutto che non possono essere che in un treno vuoto. Freddo e triste e non è nemmeno notte.…
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A me mi piace vivere alla grande (Fiver # 06.2018)

Cari amici vicini e lontani, ci dovrebbe essere un guado da non oltrepassare quando si discerne di musica. Soprattutto se è di merda. Un’asticella sotto la quale, scivolandoci, è sì limbo ma anche reato. Mi auto accuso subito visto che – con arzigogoli giustificativi – provo a spiegare perché non sono un Minus Habens se…
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NYC love song (Fiver # 04.2018)

Sei da un’altra parte. Così lontana che non ha nemmeno senso scriverti. Scrivere. Scriverne. Sei così lontana perché le cose succedono. I fatti, i posti, le persone. Forse lui non era quello giusto ma era al posto giusto al momento giusto. Forse tu eri quella giusta ma eri al posto sbagliato, al momento sbagliato. Poi…
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In ogni caso nessun rimpianto (Fiver # 05.2018)

Ogni tanto capita qualcosa a ricordarci l’ineluttabilità del fatto che la vita prima o poi finisce. La circostanza che i nostri miti non siano immortali mi appare una faccenda tremendamente ingiusta. Qualcuno dovrebbe inventare degli universi paralleli in cui loro non invecchiano mai, non si ammalano e non muoiono, come fossero divinità dell’antica Grecia. Giusto…
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Start again (Fiver # 03.2018)

“Cinque sillabe!” esclamò divertito, autografandogli e dedicandogli il proprio ultimo tomo, quello che è considerato il maggior scrittore musicale vivente. “Con un nome del genere si è destinati a fare grandi cose..” aggiunse pensieroso scrutandolo improvvisamente interessato. Cinque sillabe… già. Non era poi così convinto che nel nome di una persona risiedesse il suo destino.…
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That was the river, this is the sea (Fiver # 02.2018)

Da piccolo il mare non lo sopportavi proprio. Troppo sole, troppo caldo, troppa umidità, troppa gente, troppo timore della profondità del blu. Tutto troppo insomma. La curva che smussò i tuoi spigoli ti si parò davanti in un periodo e in un luogo precisi. Con qualche ricerca e senza nemmeno troppo sbattimento saresti anche…
