• The Poplover (Fiver #20.2015)

    Ho scritto sempre pochissimo di musica italiana. Ricordo una lunga intervista a Daniele Rumori della Homesleep Records e poco altro. Un’etichetta che ha chiuso i battenti mentre non si può dire altrettanto dell’amicizia e stima che nacque quel giorno. Non è mai stata una questione snobistica, penso. Quando nasceva l’occasione di muoversi per qualcosa che…

  • Post-Punk Bulletin (Fiver #19.2015)

    Penso sia difficilissimo suonare post-punk. In primis per il genere: quel “post”, che non sai mai se intendere come superamento o disfacimento; se si propende per la prima accezione, è facile addentrarsi nei labirintici territori della new wave, perdendo di vista il primo termine di paragone, ovvero il punk; se, invece, lo si intende nel…

  • Rewind & Forward (Fiver #18.2015)

    I Viet Cong non li ho visti , lo dico subito. Gli Ought nemmeno, ho preferito loro i Replacements. Il giovane talento Tobias Jesso è stato cancellato dal mio schedule per far spazio all’ ennesimo concerto di Patti Smith. Con rammarico non ho visto i Chet Faker a cui ho preferito i Black Keys. Potrei…

  • Di carne e di sangue: NO GLUCOSE FESTIVAL 21 e 22 maggio 2015

    L’idea iniziale era davvero quella di organizzare una piccola festa tra amici una sera di metà maggio, chiamando a suonare uno o due gruppi di quelli che ci piacciono e passando qualche disco per ballare tra di noi la musica che ci piace. Fondamentalmente c’era voglia di fare una cosa assieme, una cosa che parlasse…

  • Violent Femmes “Hallowed Ground”

    Nel 1984 avevo 14 anni, così mettiamo subito in chiaro l’età dello scrivente. A 14 anni non sei un essere umano razionale, sei una sorta di creatura fantastica degna di un film di Guillermo del Toro: la testa è a forma di radar ed è capace di captare ogni stimolo, il corpo ha le sembianze…

  • Hüsker Dü “Warehouse: Songs and Stories”

    “Non ho tempo di registrartelo” – disse Gabri (anzi “Gabbri” perché dalle nostre parti di raddoppia tutto il raddoppiabile) mentre mi passava la sua copia di Warehouse: Songs And Stories degli Hüsker Dü- “Ma tu questo disco lo devi ascoltare! Te lo presto così lo porti a casa, lo ascolti e se ti piace te…

  • Royal Trux “Accelerator”

    La prima volta che misi sul piatto Accelerator rimasi istantaneamente folgorato dalla sua partenza. Mi piacque da subito il fatto che il disco cominciasse esplicitamente con un ritornello. Che poi, oddio, definirlo ritornello è davvero un azzardo, ma tant’è. Apprezzai la scelta di arrivare immediatamente al nocciolo senza perdere tempo, evitando i preamboli. Poche chiacchiere…

  • The Clash “London Calling”

    All’epoca non c’era la lista delle upcoming releases di Pitchfork e i dischi uscivano “veramente” solamente quando li vedevi nelle vetrine dei negozi di dischi o tra le mani di qualche amico. Così quella mattina di 35 anni fa non avevo idea che i Clash avessero fatto uscire un altro album, per di più un…

  • Black Heart Procession “Six”

    La puntina si appoggia morbida sul vinile. Il caffè che sale sbuffa e bagna la piastra elettrica della cucina. Casa mia. Forse un po’ casa nostra. Ti guardo. Il tuo broncio mentre dormi. Le palpebre che tremano ogni tanto. Forse ballano. Forse cantano. Il solco sul 33 giri strappa un po’ dalle casse. If you…

  • Sentridoh “The Original Losing Losers”

    L’ultima volta che ho visto Lou Barlow dal vivo era il 2010 e stava sostenendo col basso un assolo infinito di J Mascis. A un certo punto, all’ennesima svisata del chitarrista dei Dinosaur Jr., Lou gli ha rivolto un’occhiataccia esasperata il cui significato era fin troppo trasparente anche per il pubblico astante: “Vogliamo andare a…