• Altro “Prodotto”

    Per tanti anni l’unico disco cantato in Italiano che ho ascoltato è stato Prodotto, mi parlava istantaneamente, non avevo bisogno di nessuna traduzione. Certo, per un paio di stagioni la canzone che metteva tutti d’accordo sul furgone era stata Pitagora che stava su Candore, il primo album degli Altro, ma è con il loro secondo…

  • Arctic Monkeys “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not”

    Quando la sbornia di indie rock targato anni ‘00 ha accusato la sua naturale risacca con il passaggio di decade, ci siamo trovati con l’hard disk pieno di chitarrine e gruppi misconosciuti non arrivati mai al banco di prova del secondo disco. E’ difficile dire quali catalogare sotto gli errori di gioventù o a quali…

  • Waxahatchee “Ivy Tripp”

    Sono una ragazza punk. Non credo al successo. Dichiara Katie Crutchfield risoluta. Difficile non crederle, basta osservare il tatuaggio che porta sul braccio: la copertina di The Executions of all Things, di Rilo Kiley, disco di vero culto emo. Punk in senso lato, si capisce. Non si tratta di musica, in questo caso. Ma di…

  • NO GLUCOSE (Careless words cost lives)

    In principio l’idea era quella di organizzare una piccola festa tra amici per chiudere una stagione e aprirne immediatamente un’altra perché, come ben sappiamo, ricordare il passato è una buona cosa ma ancora più lo è proiettarsi nel futuro. Noi di Sniffin’ Glucose assieme agli amici di No Hope, piccola fanzine nata e cresciuta quest’anno…

  • He’s a rebel, he’s a guru, and he’s a beatnik (Fiver # 17.2015)

    The Dunedin sound was a style of indie pop music created in the southern New Zealand university city of Dunedin in the early 1980s. The Dunedin Sound uses jingly jangly guitar, minimal bass line and loose drumming. Keyboards are also often prevalent. Primitive recording techniques also gave this genre a lo-fi sound that endeared its…

  • Old man whispers (Fiver #16.2015)

    No, i Pavement non sono stati un gruppo come un altro, per quanto mi riguarda. Una delle primissime cose che concordai con Rumore fu un’intervista all’epoca del loro album di debutto. Vide la luce sul numero 9 della rivista, nel settembre del 1992. A gennaio del 2001 firmai l’ultimo articolo, otto anni e pochi mesi…

  • Black Strings (Fiver #15.2015)

    Ok, l’hanno giá detto in parecchi. Ma devo dire che ci ero arrivato da solo la prima volta che l’ ho ascoltato. Una questione di fili, invisibili agli occhi di molti ma nei quali sono inciampato, fortunatamente o forse no. C’è un filo invisibile ma molto resistente che unisce Either/Or al nuovo Sufjan Stevens Carrie &Lowell. È una faccenda…

  • The Dark Ages (Fiver # 14.2015)

    At night when there’s no moon No one has a history The dark ages last a few hours But that’s all the time that’s needed To erase memories, create horrible dreams, ruin sleep Destroy all possibility of elimination (Bedhead, The Dark Ages) Da qualche tempo nel calendario di alcuni club che frequento corre l’obbligo di…

  • Your eyes couldn’t hide anything (Fiver #13.2015)

    Your eyes couldn’t hide anything (Fiver #13.2015)

    Thirteen è il titolo di una canzone dei Big Star, e ogni volta che la ascolto, mi fermo. Non importa cosa stia facendo in quel momento; mi fermo e penso: aspetta… ma quello sono io. Una canzone che riesce a raggiungere le corde più profonde, come se toccasse un nervo scoperto: una tempesta emozionale difficilmente…

  • Talk Talk Talk (Fiver #12.2015)

    Ci sono due dischi che hanno messo d’accordo un po’ tutti negli ultimi tempi. Quelli di D’Angelo e Kendrick Lamar. Anche negli ambiti “indie”. Dimostrazione di ampie vedute, di amore per la musica purchè sia buona, parrebbe. Io, invece, ho aspettato impazientemente lo scorso weekend che ha proposto cose, a mio parere, imperdibili. Sono uscito…