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Last letter (Fiver #18.2018)

Ieri sera ho mancato l’ennesima serata. L’ennesimo concerto. Pigrizia, noia, stanchezza. Ormai è un abitudine, lo so. Una brutta abitudine. L’idea che andare a quel concerto solo per incontrare i tuoi amici è inutile. Dopotutto perché non incontrarli comodamente con un bicchiere in mano nel centro cittadino? Oggi ho ricevuto una lettera. Di carta. La…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #13

Gretschen Hofner – Maria Callous (Poppy, 1996) C’era mica granchè in quel di Londinium, nel 1996. La sbornia brit pop era già in hangover eppure tutti i negozi continuavano imperterriti a stivare le vaschette dei 45 giri con miriadi di uscite, ormai sempre più strampalate, in un accanimento terapeutico imbarazzante. Anche il sottoscritto continuava imperterrito…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #12

Templeroy – Deaf And Dumb (Different Drummer, 1995) Mai avuto granchè il polso della situazione, io. Fosse stato per i vari trend pronti a susseguirsi, le squadre di calcio, gli arrampicanti Iago in ufficio, le donne o i dischi. È per questo che sono poderosamente fuori moda per vocazione e vanto un palmarès affettivo prossimo…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #11

Duffo – Bob The Birdman (PVK, 1981) Ho fatto un sogno, l’altra notte. Non avevo mangiato pesante o indugiato in liquidi ad alta gradazione alcolica. No, quel rivoltarsi nella trapuntina sloffia di mezza stagione era probabilmente dovuto alla visione del Concertone (concertazzo, via) del Primo Maggio. Che non era nemmeno male in verità quest’anno, vista…
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1983: The Art Of Falling Apart (Fiver #16.2018)

Mai amata l’estate, anzi l’avvicinarsi delle temperature estive portava con se ricordi poco avvincenti anche se rivelatori. Faceva molto caldo in quell’estate del 1983 ma questo non smorzava il loro entusiasmo. C’era una serata epica da preparare. Un’epicità alla 4AD o più semplicemente un’insperata occasione di entrare in contatto con un mondo da sempre poco…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #10

Be-Bop Deluxe – Modern Music (Harvest, 1976) La prima volta che entrai in uno di quei negozietti dell’usato era il 14 ottobre 1989. Me lo ricordo perché me lo segnai subito – già sapevo che sarebbe arrivato Facebook, vedete? – ma soprattutto perché mi imbattei nella caccia più fruttuosa mai effettuata da essere umano. Quantomeno…
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What a drag it is getting old (Fiver #15.2018)

Mi sveglio, vedo i piatti sporchi dal mio letto perché abito in un monolocale, ma se lo chiamo “open space” non sembra più pidocchioso come quando dico “monolocale”. Devo andare a lavoro. Ho 27 anni, morirò di overdose quest’anno? Dove trovo il tempo di lasciare un segno? Come divento qualcuno? Come entro nella storia? Come…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #9

Abba – Super Trouper (Epic, 1980) Frida e Agnetha non sono mai state giovani. Sono nate milf. E realizzare che quei due scimpanzé potevano approfittare delle loro grazie mi faceva uscir pazzo. A questo pensavo mentre percorrevo i pochi metri che separavano casa mia da quella di Pier. I suoi genitori erano in montagna ed…
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I dischi che piacciono solo a me, credo #8

Robert Palmer – Clues (Island, 1980) Se gli occhietti melliflui del Ferry ogni tanto vi andavano indigesti allora era Robert Palmer il gentleman che faceva per voi. Per me, quantomeno. Elegante ma non troppo, educato, buone maniere. Residenze a Nassau e Lugano. Davidoff Gold. Champagne. Per brindare a un incontro. Anzi più d’uno. Segni particolari:…

