• Black Heart Procession “Six”

    La puntina si appoggia morbida sul vinile. Il caffè che sale sbuffa e bagna la piastra elettrica della cucina. Casa mia. Forse un po’ casa nostra. Ti guardo. Il tuo broncio mentre dormi. Le palpebre che tremano ogni tanto. Forse ballano. Forse cantano. Il solco sul 33 giri strappa un po’ dalle casse. If you…

  • Sentridoh “The Original Losing Losers”

    L’ultima volta che ho visto Lou Barlow dal vivo era il 2010 e stava sostenendo col basso un assolo infinito di J Mascis. A un certo punto, all’ennesima svisata del chitarrista dei Dinosaur Jr., Lou gli ha rivolto un’occhiataccia esasperata il cui significato era fin troppo trasparente anche per il pubblico astante: “Vogliamo andare a…

  • Altro “Prodotto”

    Per tanti anni l’unico disco cantato in Italiano che ho ascoltato è stato Prodotto, mi parlava istantaneamente, non avevo bisogno di nessuna traduzione. Certo, per un paio di stagioni la canzone che metteva tutti d’accordo sul furgone era stata Pitagora che stava su Candore, il primo album degli Altro, ma è con il loro secondo…

  • Arctic Monkeys “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not”

    Quando la sbornia di indie rock targato anni ‘00 ha accusato la sua naturale risacca con il passaggio di decade, ci siamo trovati con l’hard disk pieno di chitarrine e gruppi misconosciuti non arrivati mai al banco di prova del secondo disco. E’ difficile dire quali catalogare sotto gli errori di gioventù o a quali…

  • Waxahatchee “Ivy Tripp”

    Sono una ragazza punk. Non credo al successo. Dichiara Katie Crutchfield risoluta. Difficile non crederle, basta osservare il tatuaggio che porta sul braccio: la copertina di The Executions of all Things, di Rilo Kiley, disco di vero culto emo. Punk in senso lato, si capisce. Non si tratta di musica, in questo caso. Ma di…

  • NO GLUCOSE (Careless words cost lives)

    In principio l’idea era quella di organizzare una piccola festa tra amici per chiudere una stagione e aprirne immediatamente un’altra perché, come ben sappiamo, ricordare il passato è una buona cosa ma ancora più lo è proiettarsi nel futuro. Noi di Sniffin’ Glucose assieme agli amici di No Hope, piccola fanzine nata e cresciuta quest’anno…

  • He’s a rebel, he’s a guru, and he’s a beatnik (Fiver # 17.2015)

    The Dunedin sound was a style of indie pop music created in the southern New Zealand university city of Dunedin in the early 1980s. The Dunedin Sound uses jingly jangly guitar, minimal bass line and loose drumming. Keyboards are also often prevalent. Primitive recording techniques also gave this genre a lo-fi sound that endeared its…

  • Old man whispers (Fiver #16.2015)

    No, i Pavement non sono stati un gruppo come un altro, per quanto mi riguarda. Una delle primissime cose che concordai con Rumore fu un’intervista all’epoca del loro album di debutto. Vide la luce sul numero 9 della rivista, nel settembre del 1992. A gennaio del 2001 firmai l’ultimo articolo, otto anni e pochi mesi…

  • Black Strings (Fiver #15.2015)

    Ok, l’hanno giá detto in parecchi. Ma devo dire che ci ero arrivato da solo la prima volta che l’ ho ascoltato. Una questione di fili, invisibili agli occhi di molti ma nei quali sono inciampato, fortunatamente o forse no. C’è un filo invisibile ma molto resistente che unisce Either/Or al nuovo Sufjan Stevens Carrie &Lowell. È una faccenda…

  • The Dark Ages (Fiver # 14.2015)

    At night when there’s no moon No one has a history The dark ages last a few hours But that’s all the time that’s needed To erase memories, create horrible dreams, ruin sleep Destroy all possibility of elimination (Bedhead, The Dark Ages) Da qualche tempo nel calendario di alcuni club che frequento corre l’obbligo di…